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A A A Italia: cercasi uomini convenienti

Nuovo decreto flussi da 100mila posti per l’assunzione di colf, badanti e lavoratori subordinati extracomunitari stranieri .
Il provvedimento di programmazione che autorizza de gli ingressi è stato firmato a fine novembre, per rispettare il timing previsto d e a lla programmazione annuale delle quote, ma la notizia è trapelata solo ieri durante la presentazione del Rapporto annuale della Fondazione Ismu, a Milano. Dopo l’esame della Corte dei conti il decreto dovrebbe approdare in « Gazzetta Ufficiale » entro fine anno.
Subito dopo ci sarà un nuovo click day: la data non è ufficiale, ma si svolgerà molto probabilmente a febbraio …. questo e altro leggevo stamattina sul sole 24 ore.
Ora vi spiego perchè ho intitolato così il post: ogni volta che in Italia c’è bisogno di soldi si fanno entrare delle persone convenienti che sono gli extracomunitari e tutte le volte che le cose vanno male la colpa è di questi ultimi.

L’uomo conveniente è infatti chi è incline a proporsi e a compiere tali cose; e non è rigido nella legge in ciò che porta al peggio, bensì incline a mitigare, anche se può invocare l’aiuto della legge: e una tale disposizione d’animo è la convenienza, la quale è giustizia e non una disposizione diversa dal giusto.

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Parma. Il sindaco: «Fuori gli stranieri non iscritti all’anagrafe comunale»

“Gli stranieri che soggiornano in città per più di tre mesi ma non si sono iscritti all’anagrafe comunale devono essere allontanati. Forse così risolveremmo qualche problema di sicurezza o di prostituzione per strada. Sarebbe la semplice applicazione della direttiva comunitaria sul diritto di soggiorno che già a Torino viene fatta rispettare”.

Queste le parole del Sindaco pubblicate sulla sua bacheca di Facebook.  Immediata la reazione di tutti quegli stranieri i quali, pur essendo iscritti all’anagrafe, non desiderano che la parola ‘straniero’ sia accoppiata a parole come ‘prostituzione’ sentendo tale affermazione come lesiva della propria dignità di ‘persona’.

‘Straniero’ non è sinonimo di ‘delinquente’, lo straniero di per sé non è una minaccia alla sicurezza né si può presumere che chi non si è ancora iscritto all’anagrafe si prostituisce.

Si tratta dell’ennesima trovata pubblicitaria buttata lì ai cittadini per ottenere il favore elettorale senza affrontare i veri e gravi problemi della città?

Queste parole feriscono l’orgoglio di tante persone venute da altri paesi, che si sono rimboccate le maniche ed hanno lavorato ‘in’ e ‘per’ Parma; magari inizialmente senza regolarizzazioni per poi riuscire con la loro onestà ad emergere ed avere una vita finalmente normale. Queste persone il Sindaco se le trova davanti ogni volta che sostiene e partecipa alle Tavole Rotonde e alle iniziative delle Associazioni degli stranieri . In queste sedi conosce e apprezza l’accoglienza, la lealtà, l’appoggio e l’energia costruttiva di ‘persone’ che spesso hanno incominciato in un mondo ‘sommerso’ nel quale si hanno solo doveri e non diritti e che hanno dato con tenacia il loro contributo alla collettività fra tante difficoltà.

Il Sindaco sa perfettamente che la maggior parte degli stranieri non iscritti all’anagrafe sta lavorando per Parma e con Parma. E dovrebbe evitare di fare affermazioni da ‘qualunquista’ concentrandosi  sulla vera lotta alla criminalità, che si fa facendo sentire uniti gli onesti : italiani o stranieri che siano.

per gliItaliani

Parma: Clan-Destino-Day

In Italia vivono più di cinque milioni di stranieri legalmente e una piccola parte di clandestini il cui numero preciso non si sa. Nonostante questo la città che ha avuto il primo posto per l’integrazione, Parma, non ha dimostrato di dare molto rilievo al Clandestino Day che si è celebrato oggi in tutto il paese. Il Presidente del Tavolo dell’Immigrazione, organo costituito dal Comune di Parma, sostiene di non essere riuscito ad organizzare niente in questo giorno dedicato ai più deboli in quanto impegnato con Ottobre Africano. Altrettanto oberato pare il Vice-Presidente di questo Tavolo, che è anche il Presidente della Comunità straniera più grande residente a Parma, il quale sta organizzando la Settimana Culturale Albanese. Dalle autorità locali non sono riuscito ad avere motivazioni in merito al fatto che ad un giorno dedicato ad un tema così importante e delicato non sia stato dato il giusto peso né esso sia stato sentito con la dovuta sensibilità politica. Gli unici eventi organizzati in città sono stati quelli dell’Associazione Migrazioni che ha realizzato una lezione d’italiano di un’ora e mezza in una piazza cittadina coinvolgendo pochissimi cittadini extracomunitari rappresentativi però di molti paesi. Il programma dell’Associazione proseguiva poi con una cena Pakistana e un Teatro di Strada, tutte iniziative seguite e curate con passione dal Presidente Nico che viene anche affettuosamente chiamato Gandhi. Grazie a persone come queste si è data voce, nella giornata a loro dedicata, a tutti quei clandestini che proprio per la loro condizione non possono averne. Ritengo che questo compito avrebbe dovuto assumerlo anche il Comune e il potere politico, specialmente quello che si compone di Tavoli e di ex-clandestini che dovevano comprendere più di altri la rilevanza e la necessità di grande solidarietà nella celebrazione di questa giornata.

per GliItaliani , MixaMag

extracomunitario = schiavi o peregrini??? per me tutte e 2

immigratiLe parole più usate nel diritto romano sono Cives, schiavi, peregrini, res ecc…

tutti noi siamo abituati ormai a sentire la parola extracomunitario anche se nei paesi del nord Europa non viene usata in quanto loro ragionano diversamente ( es. in Olanda li chiamano Non Olandesi).
Io personalmente il trattamento dei Non Italiani lo trovo uguale a quello degli schiavi in quanto vengono negati i tanti diritti, tipo quello del voto, specialmente mi rifersco ai tanti casi in cui  vengono richiesti criteri impossibili per ottenere cose primarie. Benchè gli esempi siano tanti adesso non intendo entrare nel merito delle singole casistiche.
Nel diritto e nell’ epoca dei Romani succedevano le stesse cose con gli schiavi che venivano considerati “RES” (oggetto/COSA), essi non avevano diritti ma solo doveri. Su questo punto i Romani erano però più onesti o, meglio, trasparenti.
Più o meno lo stesso comportamento veniva seguito con i “peregrini” (stranieri) dove si incominciava a trattare con loro solamente per motivi di profitto e lo stesso ragionamento lo riscontro da parte dei politici di oggi i quali con i loro atteggiamenti decidono che per quello che gli conviene si  coinvolgano gli stranieri e quando non gli conviene si adottino misure di restrizione.

Il ragionamento dei romani si verifica anche oggi e tanti si riconoscerano nel leggere questo articolo quando si parla del ‘se’ un loro foglio debba sposare un Non Italiano. Questi fatti io personalmente non so come definirli, razzismo, discriminazione, pregiudizio o ignoranza. Voi cari lettori potreste illuminare le mie idee in merito.

Morire nei cantieri e fare i lavori umili SI – avere diritti o ottenere servizi e indennizzi NO

La morale  di questo post è che spesso mi sento uno schiavo e uno straniero (anche se indirettamente) nel pieno senso del diritto romano.

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