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VERGOGNE DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE.

Riprendo a scrivere con lo stesso spirito in cui avevo scritto per la prima volta nel mio blog, quello di criticare la pubblica amministrazione. Questa volta a farmi amareggiare non è Parma ma Genova. Cercherò di essere breve perche oggi se si scrivono troppe cose si rischia che nessuno le legga.

Ultimamente sto scoprendo la struttura della città di Genova. Mi sono accorto che ci sono 3-4 pronto soccorsi in 3-4 comuni della città.
Tante strutture e funzionano tutte male. Riguardo al pronto soccorso di Sestri Ponente vorrei parlare dell’esperienza vissuta da un mio amico. Vi si è recato alle due di notte e gli hanno sbagliato la diagnosi facendo più danni che benefici. Soluzione: dopo due ore l’hanno dimesso ma non stava bene,si è allora recato nell’ altro pronto soccorso nel quale gli hanno detto che la prima diagnosi era errata e finalmente, dopo 20 giorni di ricovero, è riuscito a capire cosa aveva.

Riguardo ai comuni la cosa è ancora più triste, vissuta sulla mia pelle. Appena entri ti penetrano con uno sguardo di non gradimento. Superato questo passo si incontra uno che fornisce delle informazioni sbagliate e il giorno dopo si scopre che non dovrebbe neanche stare lì. Il giorno dopo si scopre che per fare un cambio residenza ci vuole anche l’appuntamento e stiamo parlando di appuntamenti dopo una settimana. Morale della favola: si riesce a strappare un appuntamento dopo 5 giorni ma la responsabile ci fa capire che ci riceverà dopo il lavoro,e fuori l’orario del lavoro, come se ci stesse facendo una cortesia. La cosa non mi sta bene ma per motivi tempistici sono costretto ad accettare.
Dopo 5 giorni ritorniamo e scopro che i documenti che la responsabile mi aveva chiesto la volta precedente non erano sufficienti e che ci si doveva nuovamente rivedere. Morale della favola è passato un mese e ancora non sono riuscito a fare il cambio residenza per i miei genitori perché questa volta hanno sbagliato la data di nascita….
In tutto questo la bella cosa è che non faccio fatica a riconoscere la responsabile del comune di Sestri Ponente perché prima del cambio stagione, a quanto pare, non cambierà il vestito dato che porta lo stesso da un mese!

In ogni rappresentazione pubblica c’è sempre qualcosa di illecito e di vergognoso. Ivo Andric

Soltanto la pubblica opinione può mantenere pura e sana una società. Gandhi

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E se accogliere gli immigrati facesse bene al PIL?

Mi trovavo alla stazione di Piazza Principe a Genova e stavo aspettando l’intercity per Milano. Mentre sfogliavo come di consueto il Sole 24 Ore, tra le poche cose affascinanti che si leggono sul quotidiano ho trovato molto interessante una lettera di un lettore ( Lino Bianco) inviata al direttore del giornale Roberto Napoletano:

“Mi permetto alcune considerazioni sul problema immigrati. Nella mia opinione l’Italia dovrebbe accogliere gli extracomunitari, che ci arrivano gratis, e farsi pagare per questo dell’Europa.
Si raggiungerebbero più obiettivi: ci sarebbero quattrini da investire per dare lavoro; si migliorerebbe la popolazione italiana, composta prevalentemente da pensionati delusi e da giovani viziati; gli extracomunitari, per fame, sarebbero molto più motivati nel lavoro; volendo avere il nostro tenore di vita, gli extracomunitari hanno bisogno di casa auto TV frigo etc. e in questo modo ci creano il mercato in casa superando la saturazione attuale; manderanno i loro quattrini nei paesi d’origine, creando dei mercati anche là. Se saremo abili a seguire questi quattrini con i nostri prodotti potremo aumentare il nostro PIL. Altrimenti aumenterà quello cinese. In pratica si tornerebbe ad una situazione comparabile con l’esodo al nord di migliaia di meridionali con la temporanea creazione del miracolo economico degli anni ’50”.

Mi pare che queste considerazioni, pur espresse brutalmente e non può certo dirsi in modo fine, sono da non trascurare e costituiscono quella che definirei la ‘cruda realtà’.
Se, infatti, non riusciremo noi a cogliere l’opportunità di arricchimento che l’immigrazione ci dà, saremo noi a naufragare fra poco tempo, non gli extracomunitari.

Il Bel Paese del carroccio

Pare che il problema del Bel Paese in questi giorni sia se dare 1700 euro sborsati dalla comunità europea. Frattini 1700 € per chi torna indietro, Bossi: vadano via , nessun aiuto.

A me sorge un dubbio: perché si spendono miliardi per bombardarli e non si possono spendere 1000 euro per dargli un posto letto, quindi il minimo indispensabile?

Il Bel Paese con il 50 % dei beni culturali del mondo è in crisi per l’arrivo di 15 mila extracomunitari che fuggono dalla guerra che vede coinvolta l’Italia stessa a me fa ridere. Mi fa ridere per la mostruosità di questi politici che fuggono dai problemi veri e inquinano l’armonia del popolo che governano.

Tutte le prime pagine dei quotidiani di oggi riportavano: soldi SI, soldi NO; ma ahimè non si tratta di soldi SI o soldi No bensì di ommissione di soccorso come previsto dal codice penale Italiano. Si tratta di persone che arrivano in fin di vita, quei pochi che ce la fanno e che non mangiano dal giorno in cui sono partiti in direzione del Bel Paese. Ecco perchè è un dovere morale e civile prestare soccorso e non cadere nella violazione del codice Rocco.

Un politico che si permetta di prendere delle decisioni senza aver valutato bene il caso e senza aver fatto un sopraluogo per conoscere da vicino la faccenda per il bene di tutti è solo chiacchiere e spesa pubblica.

A Mezzanego (Genova) 10 anni fa c’erano 800 abitanti, ora 1600 di cui un terzo di origine straniera. 6 chiese , una moschea e tanti progetti per il futuro per una pacifica-felice convivenza. Ecco l’esempio di chi vuole veramente risolvere i problemi e realizzare l’integrazione, perchè integrazione non vuol dire impronte digitali anche ai piedi per gli extracomunitari ma PARTECIPAZIONE & UNIONE.

Caro Umberto, le cose non migliorano da sole, l’Italia non ritornerà ad essere il Bel Paese se lei e i suoi colleghi mettete alle cariche pubbliche i vostri figli e le mignotte, ma bisogna investire nel’istruzione e nella gioventù, perchè il vero Bel Paese è quello fatto di persone istruite e giovani.

Adozione in funzione del minore e non del genitore.

Anche se non sono la persona più adatta a commentare la sentenza della 3572 della Suprema Corte, in quanto non uno specialista del Diritto di Famiglia, vorrei dire la mia sull’argomento: una bimba russa adottata da una donna single di Genova che le farà da mamma. Credo che siate d’accordo con me che è una cosa bellissima quando un bambino viene accolto e gli viene dato ciò che gli mancava, ma non sono molto d’accordo con questo tipo di adozione in quanto l’accoglienza migliore sarebbe quella che il bimbo avrebbe se fosse adottato da due persone di sesso diverso. Partendo dalla considerazione che ogni bambino al mondo avrebbe diritto ad una famiglia ‘completa’ con una mamma e un papà, come ha detto anche il Cardinale Antonelli, sarebbe giusto a mio avviso che anche la Suprema Corte tenga per prime in considerazione le coppie e, solo qualora non vi siano famiglie idonee all’adozione, si faccia luogo all’affido anche a soggetti singoli tenendo sempre presente l’interesse del bambino e non il desiderio del futuro genitore.

In sostanza non mi preoccupa che un bambino sia adottato da un single in sé, mi sta a cuore solo che la materia sia disciplinata e modulata ponendo le esigenze del minore prima di quelle delle persone in cerca di adozione.

Su questo tema potremmo discutere a lungo, per questo ho bisogno del vostro parere e spero che vorrete commentare questo post arricchendolo di tutti i punti di vista diversi che possono essere plausibili e legittimi.

è giusto tutto ciò che si decide in maggioranza!!!!

Non avrei mai pensato di incominciare l’anno scrivendo per la biblioteca civica di Genova.
Il caso vuole che oggi a mezzogiorno una studentessa di giurisprudenza mangiasse la focaccia con i suoi due amici e l’operatrice la riprendesse dicendole che non si può mangiare in biblioteca.

La studentessa le ha risposto chiedendo perchè non possano mangiare gli utenti della biblioteca e i dipendenti si, e come mai i dipendenti chiacchierino durante tutto l’orario di lavoro uscendo anche per andare a fare la psesa al mercato.

Ora è chiaro che se tutti avessero fatto il proprio dovere e si fossero comportati con la diligenza dovuta certe discussioni sarebbero nemmeno nate.

Quello che mi preme dire qui è che veramente non è raro vedere in posti come la biblioteca gente mangiare, parlare con gli amici disturbando chi studia e parlare al telefono.

Certe cose in certi luoghi non si possono fare.
Buon 2011 e buono studio

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