Archivio mensile:gennaio 2011

Il mio Paese difficile

Per me, che sono albanese, parlare dell’Albania non è facile, vuoi
perché la realta è triste vuoi perché la verità è scomoda per qualcuno. Dal 1991 ad oggi il mio Paese per la maggior parte ha conosciuto come leader Sali Berisha, il quale nel 1991 è diventato capo del Partito democratico albanese, con cui ha vinto le elezioni nel 1992, nel 1996, nel 2005 e nel 2009. Proprio l’ultimo appuntamento con il voto è stato molto contestato dal rivale del partito socialista albanese Edi Rama. Ora, Berishia continua ad essere al vertice del potere grazie ad uno “strano matrimonio” nelle ultime elezioni con Ilir Meta, che si è dimesso all’inizio dell’anno dopo la diffusione di un video in cui chiede favori su appalti e licenze in cambio di tangenti per 700mila euro.

Fatte queste premesse che rendono l’idea di chi sta al governo e da chi si fa influenzare il nostro Paese, vorrei esprimere il mio parere personale per trovare la verità in un oceano di guai politici.

Giustizia e responsabilità come bene pubblico, meritocrazia come diritto inviolabile e diritti e doveri come equilibrio della vita sociale non sono punti di riferimento per il cittadino albanese e tanto meno per le guide politiche. Se è vero, come è vero, che corruzione e ingiustizia non aiutano a vivere bene e vanno a gravare sui cittadini, ecco dove cercare la causa degli incidenti di questi giorni.

Oggi l’Albania non sta peggio di 2, 10 o 20 anni fa. La corruzione è endemica e tutti i cittadini la vedono sia a destra che a sinistra. La cosa che è cambiata, però, è la consapevolezza degli albanesi. Molti di loro, anche attraverso i parenti emigrati, hanno avuto modo di conoscere altre realtà, altri Paesi, altri Stati. Così, riescono a vedere meglio gli aspetti negativi del potere in Albania e iniziano a protestare.

per www.mixamag.it

La politica ha ancora portato via vite umane.

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Ho seguito tutti i media che parlano dell’Albania in questi giorni e pare che tutti vogliano fare il loro lavoro senza toccare il problema di fondo, in tutti trovo una visione di parte. Con questo non voglio dire che hanno detto cose sbagliate ma se è vero che la verità è sempre nel mezzo bisogna orientarsi verso questo principio.
Che il governo di Berisha non fosse stabile, come non è stabile la società albanese, non era un segreto per nessuno scrive il Messaggero.
Edi Rama e il suo Partito Socialista avevano programmato da giorni la manifestazione che ieri è finita nel sangue, tre morti e 39 feriti (17 agenti e 22 civili). Ma la cosa più indignante di questa manifestazione credo che sia stato il modo in cui è stata organizzata:  tutti i presenti alla manifestazione erano pagati da Rama e fatti arrivare apposta per fare quello che hanno fatto.
Ciò non scusa la reazione degli uomini di Berisha il quale non ha saputo gestire questa imboscata messa in piedi dal suo rivale politico. Occupando la sua poltrona è comunque responsabile di tutto ciò che accade.
Si scrive molto della vita politica di Berisha ma non si parla del leader dell’opposizione che non ha un curriculum di buon esempio e per le cariche che occupa.
Detto questo, non vorrei allontanarmi dal concetto che desidero esprimere e dai risultati di questa protesta.  Aihmè, nè Rama nè Berisha hanno perso niente, tutto si è consumato a scapito dei cittadini, a partire dalle 3 persone che hanno perso la vita.
Ci sono stati anche molti danni materiali di beni privati e pubblici che ancora una volta graveranno sui cittadini.
E’ vero che il popolo Albanese è diviso linguisticamente tra i Gheghi del Nord e i Toschi del Sud (con decine di sottodialetti), diviso tra cittadini (minoritari) e abitanti dei monti ma ciò non mi convince per giustificare i terribili incidenti del giorno 21 gennaio 2011.
Credo e il popolo Albanese sia stanco di soffrire e necessiti di persone oneste al vertice ma se non si ferma a ragionare prima di rispondere agli  inviti alla protesta si troverà sempre più debole è più spaccato perchè questi disordini alla fine giovano più ai leaders che alla comunità. I latini dicevano proprio per questo motivo ‘divide et impera’, e lo vediamo tutti i giorni anche nel modo di fare politica italiano.  Non sono giuste le decisioni di poche persone ma lo sono quelle prese in maggioranza come non sono onesti i leaders che seminano violenza per arrivare a governare facendo sempre e solo i propri interessi. La corruzione è talmente evidente che nessun cittadino si aspetta mai che un politico faccia qualcosa veramente per la collettività. Un grande scrittore italiano, Tomasi di Lampedusa’, scriveva nel suo leggendario ‘Gattopardo’: ‘tutto cambia, perché niente cambi’. Cambiano gli scenari ma l’ambiente è corrotto nello stesso modo.
La giustizia e democrazia assoluta non esiste in nessun paese del mondo ma in Albania non si predica e non si va neanche verso quella direzione. E la Politica, da polis-città, espressione più alta della democrazia e del benessere degli uomini  finisce ancora una volta per uccidere gli uomini stessi.

I politici sono l’incarnazione dello spirito del popolo che li ha scelti.

Ora, se è vero quello che scrivo nel titolo, non c’è tanto da lamentarsi se Ilir Meta o Silvio Berlusconi si accusano di quello che hanno fatto.
Anche se le accuse dei due politici sono di natura diversa il concetto che vorrei esprimere non cambia.

Cosa c’è di male se Burlusoni scarica lo stress in compagnia di ragazze giovani e abbronzate? Andava con donne maggioreni e lo abbiamo criticato, va con minorenni e lo critichiamo ancora di più.

Io personalmente non condanno il fatto che Berlusca abbia fatto sesso con una minorenne anche perchè apparentemente non mi sembra un uomo in grado di consumarlo.
Condanno l’andamento negativo del paese, perchè è questa la responsabilità del presidente del consiglio.

Riguardo a Ilir Meta la faccenda è leggermente diversa ma anche qui consapevole, perchè quando il popolo è d’accordo a vendere il voto per 50€ è anche consapevole che, una volta alla poltrona, il venditore lavorerà per il bene del suo portafoglio in quanto le pretese del cittadino vengono soddisfatte con la compravendita del voto.

Il succo di questo post è che se sono al governo è perchè li abbiamo voluti noi e se dobbiamo cambiare le cose tutto dipende da noi. Giocare bene l’unica carta che abbiamo in mano: IL VOTO.

è giusto tutto ciò che si decide in maggioranza!!!!

Non avrei mai pensato di incominciare l’anno scrivendo per la biblioteca civica di Genova.
Il caso vuole che oggi a mezzogiorno una studentessa di giurisprudenza mangiasse la focaccia con i suoi due amici e l’operatrice la riprendesse dicendole che non si può mangiare in biblioteca.

La studentessa le ha risposto chiedendo perchè non possano mangiare gli utenti della biblioteca e i dipendenti si, e come mai i dipendenti chiacchierino durante tutto l’orario di lavoro uscendo anche per andare a fare la psesa al mercato.

Ora è chiaro che se tutti avessero fatto il proprio dovere e si fossero comportati con la diligenza dovuta certe discussioni sarebbero nemmeno nate.

Quello che mi preme dire qui è che veramente non è raro vedere in posti come la biblioteca gente mangiare, parlare con gli amici disturbando chi studia e parlare al telefono.

Certe cose in certi luoghi non si possono fare.
Buon 2011 e buono studio

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