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E se accogliere gli immigrati facesse bene al PIL?

Mi trovavo alla stazione di Piazza Principe a Genova e stavo aspettando l’intercity per Milano. Mentre sfogliavo come di consueto il Sole 24 Ore, tra le poche cose affascinanti che si leggono sul quotidiano ho trovato molto interessante una lettera di un lettore ( Lino Bianco) inviata al direttore del giornale Roberto Napoletano:

“Mi permetto alcune considerazioni sul problema immigrati. Nella mia opinione l’Italia dovrebbe accogliere gli extracomunitari, che ci arrivano gratis, e farsi pagare per questo dell’Europa.
Si raggiungerebbero più obiettivi: ci sarebbero quattrini da investire per dare lavoro; si migliorerebbe la popolazione italiana, composta prevalentemente da pensionati delusi e da giovani viziati; gli extracomunitari, per fame, sarebbero molto più motivati nel lavoro; volendo avere il nostro tenore di vita, gli extracomunitari hanno bisogno di casa auto TV frigo etc. e in questo modo ci creano il mercato in casa superando la saturazione attuale; manderanno i loro quattrini nei paesi d’origine, creando dei mercati anche là. Se saremo abili a seguire questi quattrini con i nostri prodotti potremo aumentare il nostro PIL. Altrimenti aumenterà quello cinese. In pratica si tornerebbe ad una situazione comparabile con l’esodo al nord di migliaia di meridionali con la temporanea creazione del miracolo economico degli anni ’50”.

Mi pare che queste considerazioni, pur espresse brutalmente e non può certo dirsi in modo fine, sono da non trascurare e costituiscono quella che definirei la ‘cruda realtà’.
Se, infatti, non riusciremo noi a cogliere l’opportunità di arricchimento che l’immigrazione ci dà, saremo noi a naufragare fra poco tempo, non gli extracomunitari.

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Sondaggi e Immigrati

E’ normale, naturale e conveniente fare dei sondaggi, infatti i media e le persone vorrebbero sempre sapere le opinioni della gente in merito a qualsiasi cosa.

Quello che vorrei sottolineare è capire chi fa i sondaggi e dove li fa?? Vi assicuro che se io chiedo ai miei lettori se gli piace il mio blog, 80% risponderà SI. Si, perché i miei lettori sono ormai persone che mi conoscono, miei amici, persone che per lo più la pensano come me.
Settimane fa Panorama ha pubblicato il suo pensiero basandosi sul sondaggio, fatto dalla rivista stessa, secondo cui l’ 80% degli Italiani vuole il rimpatrio dei Tunisini che sono arrivati e stanno arrivando in questi giorni. Se lo stesso sondaggio viene fatto da un’altro settimanale che non è del premier il risultato ne risulta rovesciato.
Io credo che il miglior sondaggio è quello fatto nel profondo dei nostri cuori.
Uno che non è disposto a dividere un pezzo di pane con il prossimo, non ama l’essere umano e di conseguenza non ama se stesso.
Una rivista che si basa su sondaggi propri è come quei sindaci che asfaltano strade poco prima delle elezioni.

Non si può chiamare  “bomba di immigrati” se ogni anno applichiamo quote d’ingresso 10 volte superiori a quelle dei tunisini di questi giorni.
Non possiamo pretendere l’aiuto della comunità europea se da quando vi si entra non si segue la linea della comunità di cui si fa parte.
Quando non si è in grado di risolvere i problemi la colpa la si da ai più deboli, ma ditemi voi che colpa ha una persona disperata che fugge dalla miseria??? Non esistono più diritto di asilo? Umanità, solidarietà? Li riportiamo nel loro paese dove appena sbarcano li aspetta una guardia armata che lì, mentre sono senza cinture e lacci delle scarpe, li manganella a morte? Come una ‘deportazione’ verso il massacro?

Ahimè, con i soldi pubblici spesi con Ruby ruba C… e con i soldi che si spendono con le auto blu si farebbero delle finanziarie, alto che emergenze di 25 mila immigrati in più.

San Vincenzo De Pauli diceva che c’è più gioia nel dare che nell’avere, e non si riferiva a dare soldi, posti e carriera alle prostitute ma dare il minimo indispensabile ai più bisognosi.

Se è vero quello che dice Gino Stada, che gli abbiamo leccato il culo per anni a Gheddafi, è ora lo bombardiamo: ecco dove sta la vera bomba degli immigrati ed ecco il legittimo senso per dare un futuro a chi è il futuro dell’ Italia.

Che il Paese delle Aquile non diventi il Paese delle Paludi

Ho fatto da spettatore prima di intervenire su questo argomento che mi tocca abbastanza da vicino in quanto originario di nord Albania.
Per chi non lo sapesse “il Paese delle Aquile” o “il Paese di fronte” ha incominciato il 2010 nel peggiore dei modi.

Circa 5 mila ettari sono stati allagati per lo straripamento del fiume Drini, lungo il quale sono state costruite tre grandi centrali idriche, da bacini dai quali le autorità sono costrette a far defluire ininterrottamente l’acqua per non mettere a rischio le loro dighe.
La situazione però va peggironado è il premier Berisha ha chiesto aiuto all’Europa e alla Nato. Gli aiuti sono arrivati da tutte le parti e sono grato in particolare agli imprenditori Kosovari i quali hanno dato e dimostrato una grande solidarietà per i fratelli Albanesi.

Come dicevo più in alto, da buono spettatore mi sono fatto le mie idee riguardo a cosa è dovuto e come si sta risolvendo questa brutta situazione in cui versa la regione di Scutari (Shkoder). Mi amareggia molto l’interpretazione dei media e delle parti politiche che in nessun caso dimostrano la serietà di fronte ai cives che li seguono e che gli danno fiducia.

Al mio avviso il governo albanese non è molto efficiente ed attento nei riguardi delle persone che rappresenta. Tante piccole cose negative quando si riuniscono ne fanno una grande il che comporta delle conseguenze a volte irreparabili. Sono convinto che se lo Stato avesse regolato l’edificazione e le centrali idriche questa cosa non avrebbe avuto delle conseguenze così scioccanti.
Mi viene in mente la parala di un cittadino di quelle zone che davanti alle telecamere ha detto: CON IL GOVERNO E CON H2O NON SI SCHERZA. Sicuramente non ha tutti i torti visto la situazione in cui si è trovato e viste le misure che i governi adottano in caso di calamità naturali.
Detto ciò, credo che sia il caso di pensare a delle soluzioni immediate e non soffermarsi in cerca di colpevoli. E’ il caso di stare vicino economicamente a queste persone e sensibilizzare sul fatto che il taglio degli alberi ha tante conseguenze negative, imporre che le case non si debbano costruire senza aver fatto prima uno studio scientifico adeguato di ‘impatto ambientale’.

Grazie a tutte quelle persone che stanno lavorando e contribuendo per risolvere questo problema abbastaza complicato.

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