Archivio mensile:gennaio 2010

Fateci girare, non prendeteci in giro!

Fino a ieri mi illudevo di vivere in una città ordinata e ben organizzata ma la smentita mi è stata chiara e si è rafforzata ogni qual volta ultimamente ho riflettuto sulla gestione di questa città. Mi vorrei soffermare su uno degli organi più rappresantativi di questo comune: la Polizia Municipale. A fine Dicembre del 2009 a Parma ha nevicato: l’intera città si è trovata in un caos enorme e più che mai, a mio avviso, ci sarebbe stato bisogno della polizia municipale per le strade in quanto a causa della neve la segnaletica non era visibile chiaramente. Su questo aspetto tutti i residenti di Parma hanno notato la assoluta latitanza dei vigili.Proprio nei momenti di più grande bisogno questi non si sono fatti vedere perchè, a mio parere, il loro unico obiettivo non è di servire i cittadini e seguire le varie problematiche della viabilità risolvendole ma è quello di fare incassi il più possibile multando ogni malcapitato che si trovi a dover parcheggiare in posti non previsti a causa dello scarso numero di parcheggi rispetto ai fabbisogni della città. La loro tipica giornata lavorativa è quella in buone condizioni climatiche, con il blocchetto in mano pronti a scatenarsi multando la gente. Secondo me prima di preoccuparsi a fare le multe dovrebbero preoccuparsi di mettere le strade a posto e poter consentire ai cittadini di parcheggiare, di verificare se la violazione è avvenuta per una carenza strutturale del comune stesso, per esempio, che vende i pochi posti auto in città a prezzi orari carissimi. Mi amareggia la filosofia del comandante di questo corpo di polizia in quanto non si preoccupa, avendone il dovere, di risolvere i problemi per il bene dei cittadini ma solo di gonfiare le casse del comune gravando ancora una volta sui più deboli. Prima di scrivere questo post sono andato a curiosare sul sito web della polizia municipale e devo dire che sono rimasto deluso in quanto nel 2010 questo corpo di polizia non ha una pagina web completa e strutturata,o meglio, dispone del sistema del pagamento delle multe on-line ma non non informa adeguatamente i cittadini.

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Che il Paese delle Aquile non diventi il Paese delle Paludi

Ho fatto da spettatore prima di intervenire su questo argomento che mi tocca abbastanza da vicino in quanto originario di nord Albania.
Per chi non lo sapesse “il Paese delle Aquile” o “il Paese di fronte” ha incominciato il 2010 nel peggiore dei modi.

Circa 5 mila ettari sono stati allagati per lo straripamento del fiume Drini, lungo il quale sono state costruite tre grandi centrali idriche, da bacini dai quali le autorità sono costrette a far defluire ininterrottamente l’acqua per non mettere a rischio le loro dighe.
La situazione però va peggironado è il premier Berisha ha chiesto aiuto all’Europa e alla Nato. Gli aiuti sono arrivati da tutte le parti e sono grato in particolare agli imprenditori Kosovari i quali hanno dato e dimostrato una grande solidarietà per i fratelli Albanesi.

Come dicevo più in alto, da buono spettatore mi sono fatto le mie idee riguardo a cosa è dovuto e come si sta risolvendo questa brutta situazione in cui versa la regione di Scutari (Shkoder). Mi amareggia molto l’interpretazione dei media e delle parti politiche che in nessun caso dimostrano la serietà di fronte ai cives che li seguono e che gli danno fiducia.

Al mio avviso il governo albanese non è molto efficiente ed attento nei riguardi delle persone che rappresenta. Tante piccole cose negative quando si riuniscono ne fanno una grande il che comporta delle conseguenze a volte irreparabili. Sono convinto che se lo Stato avesse regolato l’edificazione e le centrali idriche questa cosa non avrebbe avuto delle conseguenze così scioccanti.
Mi viene in mente la parala di un cittadino di quelle zone che davanti alle telecamere ha detto: CON IL GOVERNO E CON H2O NON SI SCHERZA. Sicuramente non ha tutti i torti visto la situazione in cui si è trovato e viste le misure che i governi adottano in caso di calamità naturali.
Detto ciò, credo che sia il caso di pensare a delle soluzioni immediate e non soffermarsi in cerca di colpevoli. E’ il caso di stare vicino economicamente a queste persone e sensibilizzare sul fatto che il taglio degli alberi ha tante conseguenze negative, imporre che le case non si debbano costruire senza aver fatto prima uno studio scientifico adeguato di ‘impatto ambientale’.

Grazie a tutte quelle persone che stanno lavorando e contribuendo per risolvere questo problema abbastaza complicato.

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