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Ho votato ma non ho contato.

Due settimane fa a quest’ora ero in Albania per votare dopo aver riflettuto sul fatto che il mio parere di 2 anni fa, quello di far parte del partito dei non votanti, fu contestato da diversi lettori del blog. Io sostenevo che anche chi non vota ha delle ragioni molto fondate ed è molto democratico non votare. Nessuno dei candidati mi piace, vuoi per il curriculum che ha, vuoi per le promesse che fa e non mantiene.
Il giorno 8 maggio ho votato il meno peggio, ma anche facendo così non si sa se ho fatto bene o male perché il mio voto, quindi la mia volontà, non si sa che fine farà o se veramente sarà contato.
Sono passati 15 giorni e non sappiamo ancora i risultati della grande capitale Tirana.
Subito dopo la chiusura dei seggi ebbi una chiamata che mi disse che aveva vinto Basha per 20 voti e anche ieri sera un altra chiamata che è in vantaggio di 99 voti, tutte da fonti non ufficiali.
Vorrei paragonare l’Albania con il paese di fronte, in Italia si è votato una settimana dopo, ci sono già i risultati, si rivoterà nei comuni a ballottaggio e risultati arriveranno prima del paese delle aquile.

Kadare ha mandato una lettera a Basha in cui lo invita a ritirarsi, Lui ha replicato che il suo ritirarsi sarebbe anti-democratico.

Intanto una cosa è certa: mentre loro fanno finta di contare e di protestare nei primi quattro mesi del 2011 il debito pubblico è aumentato di 2,9 miliardi di lekë, e questa è una notizia preoccupante sia per chi sostiene Rama che Basha.

Un altro fatto preoccupante sono le proteste sollecitate dal solito Rama, si sono sempre dimostrate violente e hanno portato a vittime. Non sarebbe meglio a questo punto portare i due contendenti in un “ring” a combattere fisicamente e non i poveri cittadini nelle piazze di Madre Teresa e di Scanderbeg???

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Domenica. Il popolo delle aquile all’esame di Democrazia

Dopo due anni di assenza i politici Albanesi sono tornati fra la gente per scroccare il voto alle elezioni amministrative.
Non trovate orripilante che la stessa persona di 3, 4 anni fa ritorni a prometterci le stesse cose in cambio della stessa cosa : il voto??
Ho messo il titolo di “esame di democrazia”per ricordare che in Albania anche dopo 20 anni di democrazia non sono assenti atti di violenza e di disordine pubblico durante e prima delle elezioni. Proprio ieri è stato picchiato violentemente il candidato del partito democratico insieme al suo conducente.
Due anni fa un deputato della sinistra davanti ai seggi elettorali pagava gli elettori in cambio del voto e come prova le persone dovevano auto-filmarsi tramite una penna con fotocamera incorporata da lui stesso fornita.
Ecco: l’esame di democrazia in questo caso non è stato superato.
Artur Plasa, studioso e residente in Italia da 20 anni, ormai cittadino Italiano e titolare di due lauree conseguite nella capitale lombarda, mi confessa la sua preoccupazione e la sua delusione per le cose che sente dire e vede fare nella sua amata terra di origine. Sostiene anche lui che fare politica in Albania equivale fare gli interessi personali e non quelli dei cittadini. Questo è il motivo della presenza dei politici in tutte le vie e angoli delle città: ottenere un voto, raccontare alle persone quello che vorrebbero sentirsi dire, ragionando con la loro testa per perseguire il proprio personale obiettivo di potere.
Il Dot. Plasa è convito che per le persone oneste in Albania fare politica coincida nell’entrare ricchi e uscirne poveri e non il contrario. Io personalmente vedo solo il contrario: vedo persone povere e non istruite entrare in politica e con il tempo ingrassare e riempire i muri con i loro titoli di studio, monopolizzando aziende e vendendo beni pubblici a fini personali.
Superano molto bene gli esami personali ma non quelli del bene pubblico e della responsabilità di cui si sono fatti carico.
Plasa vede la maggior parte degli elettori albanesi come dei tifosi che si lasciano prendere dalle emozioni senza analizzare bene la strada che si percorre seguendo la filosofia del politico preferito. Lui consiglia di soffermarsi a pensare al bene collettivo senza diventare dei perditempo della politica.

Io credo che il più grande errore che sta facendo il popolo albanese è che non sta dando tempo al tempo. Vuole tutto subito, trascurando che le cose ottenute in fretta non sempre vengono bene e con il tempo generano danni irrecuperabili.

per GliItaliani.it

Mi scusi Cavaliere, adesso andiamo avanti Noi

Vado avanti, vado avanti, vado avanti……’.
Ma a forza di correre nell’unica direzione prima o poi il guerriero presidente del consiglio si farà male da solo.
Nonostante gli scandali evidenti agli occhi di tutto il mondo, la disperazione economica degli italiani ai quali lui sbatte in faccia i milioni pubblici elargiti per divertirsi togliendoli dalle loro tasche e ai processi; il cavaliere ossessionato dal sesso continua a governare perché è l’unica possibilità di fuga che ha. E’ capace di consegnare il paese a Gheddafi o a Umberto Bossi se non dovessero bastare gli acquisti degli ex alleati Finiani.

Ormai è chiara a tutto il mondo la cattiva gestione del Paese e anche la consapevolezza che ne hanno gli Italiani, eppure tutto questo non è sufficiente per cacciarlo dalla amata poltrona. Pare che niente riesca a buttarlo giù visto il suo potere economico, politico e di corruzione in grado di acquistare i valori e la dignità di qualsiasi italiano dopo averlo ridotto in stato di bisogno. Dico così non per offendere il popolo italiano ma per rendere l’idea di quello che sta vergognosamente succedendo in un paese nel quale una vergogna così inaudita non si era mai provata.
Il Vaticano e l’America hanno già i loro problemi e non sembrano voler appoggiare Silvione in questi giorni difficili.
L’unico motivo che il cavaliere (cavaliere a tutti gli effetti perchè lo ha dimostrato con le buste gonfie di soldi e gioielli alle persone di sesso femminile ) ha di continuare ad andare avanti è l’orgoglio umano, ma un orgoglio che di dignitoso ha ben poco visto che serve a mascherare la sua paura di affrontare processi nei quali già sa di essere colpevole.

L’unico mezzo che gli permette di continuare a coltivare questo incubo è la sua filosofia di non volere controlli né controllati, atteggiamento tipico del governo tiraniano.
Per Berlusca democrazia vuol dire fare quello che vuole con gli italiani e con il loro destino, comprarsi lo loro figlie mentre fa perdere il lavoro ai loro papà e rimbambisce le mamme con i suoi programmi televisivi, trascurando la vecchia tradizione civile per la quale Democrazia significa ” qualunque cosa che pretenda che gli altri facciano a te, falla tu per loro”.
Di sicuro su Berlusconi c’è molto da dire visto che è responsabile degli ultimi dieci anni di storia italiana e che per 8 anni ha avuto il timone dello stivale che sta affondando.

Ho conosciuto un avvocato al bar che mi diceva ‘la prima volta l’ho votato, poi la seconda l’ho votato ancora convinto che non gli avevano dato tempo. Ci credevo e andando avanti non capivo perché la sanità peggiorasse e diventasse sempre più a pagamento, la scuola naufragasse tornando a modelli arcaici di didattica e organizzazione, l’Inps vendesse le sue proprietà, gli inceneritori crescessero come funghi senza che si risolvesse il problema dei rifiuti, le tasse statali fossero aumentate per lasciare alle regioni il compito di metterne di molto più alte, le piccole imprese chiudessero, i negozi fossero sempre in saldo, le grandi aziende andassero a produrre altrove lasciando milioni di persone senza lavoro e senza alcuna speranza, le famiglie vivessero sempre più con le pensioni dei loro anziani, i giovani non avessero l’opportunità di continuare gli studi, le vacanze si accorciassero sempre di più fino a sparire. Concorsi truccati, la Protezione Civile corrotta, i parlamentari dormienti in aule vuote, leggi fatte per salvare solo lui che applicate alla società hanno creato ingiustizie immense, passaggi al digitale per farci comprare i suoi decoder e vedere la sua TV che ci diceva solo che andava tutto bene a dispetto di quel che vedevamo fuori per strada e nel mondo.Vedevo la società cambiare e impoverirsi e mi chiedevo cosa stesse facendo lui mentre tutto un Paese cadeva nella miseria. Poi è venuto fuori lo scandalo di anni di Bunga Bunga e lì ho capito che, in un modo o nell’altro, ci ha fottuti tutti’.

Io vado avanti, e andrò sempre avanti per portare la mia opinione in mezzo a voi tramite il blog, ma anche voi continuate a commentare e a frenarmi nei ragionamenti sbagliati con vostre testimonianze e punti di vista.

La politica ha ancora portato via vite umane.

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Ho seguito tutti i media che parlano dell’Albania in questi giorni e pare che tutti vogliano fare il loro lavoro senza toccare il problema di fondo, in tutti trovo una visione di parte. Con questo non voglio dire che hanno detto cose sbagliate ma se è vero che la verità è sempre nel mezzo bisogna orientarsi verso questo principio.
Che il governo di Berisha non fosse stabile, come non è stabile la società albanese, non era un segreto per nessuno scrive il Messaggero.
Edi Rama e il suo Partito Socialista avevano programmato da giorni la manifestazione che ieri è finita nel sangue, tre morti e 39 feriti (17 agenti e 22 civili). Ma la cosa più indignante di questa manifestazione credo che sia stato il modo in cui è stata organizzata:  tutti i presenti alla manifestazione erano pagati da Rama e fatti arrivare apposta per fare quello che hanno fatto.
Ciò non scusa la reazione degli uomini di Berisha il quale non ha saputo gestire questa imboscata messa in piedi dal suo rivale politico. Occupando la sua poltrona è comunque responsabile di tutto ciò che accade.
Si scrive molto della vita politica di Berisha ma non si parla del leader dell’opposizione che non ha un curriculum di buon esempio e per le cariche che occupa.
Detto questo, non vorrei allontanarmi dal concetto che desidero esprimere e dai risultati di questa protesta.  Aihmè, nè Rama nè Berisha hanno perso niente, tutto si è consumato a scapito dei cittadini, a partire dalle 3 persone che hanno perso la vita.
Ci sono stati anche molti danni materiali di beni privati e pubblici che ancora una volta graveranno sui cittadini.
E’ vero che il popolo Albanese è diviso linguisticamente tra i Gheghi del Nord e i Toschi del Sud (con decine di sottodialetti), diviso tra cittadini (minoritari) e abitanti dei monti ma ciò non mi convince per giustificare i terribili incidenti del giorno 21 gennaio 2011.
Credo e il popolo Albanese sia stanco di soffrire e necessiti di persone oneste al vertice ma se non si ferma a ragionare prima di rispondere agli  inviti alla protesta si troverà sempre più debole è più spaccato perchè questi disordini alla fine giovano più ai leaders che alla comunità. I latini dicevano proprio per questo motivo ‘divide et impera’, e lo vediamo tutti i giorni anche nel modo di fare politica italiano.  Non sono giuste le decisioni di poche persone ma lo sono quelle prese in maggioranza come non sono onesti i leaders che seminano violenza per arrivare a governare facendo sempre e solo i propri interessi. La corruzione è talmente evidente che nessun cittadino si aspetta mai che un politico faccia qualcosa veramente per la collettività. Un grande scrittore italiano, Tomasi di Lampedusa’, scriveva nel suo leggendario ‘Gattopardo’: ‘tutto cambia, perché niente cambi’. Cambiano gli scenari ma l’ambiente è corrotto nello stesso modo.
La giustizia e democrazia assoluta non esiste in nessun paese del mondo ma in Albania non si predica e non si va neanche verso quella direzione. E la Politica, da polis-città, espressione più alta della democrazia e del benessere degli uomini  finisce ancora una volta per uccidere gli uomini stessi.

Diritto di voto agli Immigrati in Italia

Abbiamo spesso sentito parlare di Diritto di voto agli Immigrati ma senza alcun risultato concreto, persino l’Unione Europea non ci appoggia.
Quello che mi spinge a creare questa petizione è il fatto che non capisco come mai una persona che rende, vive ed è parte attiva della società non puo votare la persona che decide per lui o detto in termini politici che lo rappresenta. Ormai il numero dei immigrati è elevato ed in crescita, tanti di noi sono ben inseriti anche se all’integrazione a 360 gradi non ci credo personalmente. Siamo Noi, spesso e volentieri oggetto di discussione nelle campanie eletorali, siamo Noi la mano d’opera di terza classe e allora come mai non abbiami il diritto di votare? Come mai il principio più elevato di democrazia ci viene negato? Cari lettori, uomini e donne, piccoli e grandi, Italiani e Non Italiani, se condividete ciò che ho scritto siete pregati di firmare la petizione. “Oggi petizione, domani Voto”

Clicca qui e firma anche tu la petizione.

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