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Il Bel Paese del carroccio

Pare che il problema del Bel Paese in questi giorni sia se dare 1700 euro sborsati dalla comunità europea. Frattini 1700 € per chi torna indietro, Bossi: vadano via , nessun aiuto.

A me sorge un dubbio: perché si spendono miliardi per bombardarli e non si possono spendere 1000 euro per dargli un posto letto, quindi il minimo indispensabile?

Il Bel Paese con il 50 % dei beni culturali del mondo è in crisi per l’arrivo di 15 mila extracomunitari che fuggono dalla guerra che vede coinvolta l’Italia stessa a me fa ridere. Mi fa ridere per la mostruosità di questi politici che fuggono dai problemi veri e inquinano l’armonia del popolo che governano.

Tutte le prime pagine dei quotidiani di oggi riportavano: soldi SI, soldi NO; ma ahimè non si tratta di soldi SI o soldi No bensì di ommissione di soccorso come previsto dal codice penale Italiano. Si tratta di persone che arrivano in fin di vita, quei pochi che ce la fanno e che non mangiano dal giorno in cui sono partiti in direzione del Bel Paese. Ecco perchè è un dovere morale e civile prestare soccorso e non cadere nella violazione del codice Rocco.

Un politico che si permetta di prendere delle decisioni senza aver valutato bene il caso e senza aver fatto un sopraluogo per conoscere da vicino la faccenda per il bene di tutti è solo chiacchiere e spesa pubblica.

A Mezzanego (Genova) 10 anni fa c’erano 800 abitanti, ora 1600 di cui un terzo di origine straniera. 6 chiese , una moschea e tanti progetti per il futuro per una pacifica-felice convivenza. Ecco l’esempio di chi vuole veramente risolvere i problemi e realizzare l’integrazione, perchè integrazione non vuol dire impronte digitali anche ai piedi per gli extracomunitari ma PARTECIPAZIONE & UNIONE.

Caro Umberto, le cose non migliorano da sole, l’Italia non ritornerà ad essere il Bel Paese se lei e i suoi colleghi mettete alle cariche pubbliche i vostri figli e le mignotte, ma bisogna investire nel’istruzione e nella gioventù, perchè il vero Bel Paese è quello fatto di persone istruite e giovani.

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Guerra o Operzione ONU?

Scrivere della guerra appena incominciata non è facile, e non so se sia neanche tanto giusto chiamarla guerra, perché se è legale è anche giusta e se è giusta è a fin di bene.

Il presidente Napolitano che stimo moltissimo dice : ‘Non siamo entrati in guerra. Siamo impegnati in un operazione autorizzata dal Consiglio di sicurezza dell’Onu’.

Quali sono le ragioni di questa guerra??? C’è chi sostiene per il bene del popolo Libico, chi dice per la caccia del petrolio e sembra anche strano che la Germania non appoggia gli altri stati. Questo mi fa pensare ad un’ Europa non unita, e di unità a me mi fa preoccupare anche quella italiana.

Anche se questa guerra fosse a fin di bene veramente, come ci si sente dire, sono molto amareggiato che il bene si debba raggiungere attraverso una guerra, a scapito di vite umane.

Io non ho una grande esperienza sulle guerre mondiali oltre quella del Kosovo e posso dire con la massima certezza una cosa che sapete già: la guerra si sa quando e come inizia e non si sa quando e come finisce.

Il significato della parola guerra per me è sinonimo di morte e l’umanità per natura lo condanna e cerca di sfuggire dalla morte perseguendo la pace.

I capi degli stati del mondo per convincermi che la guerra è l’unica soluzione ed è la soluzione giusta devono mandare in primis i loro figli a portare il benessere di una nazione in un’altra.

Vorrei chiudere con le parole di Oriana Fallaci che dice: quasi niente quanto la guerra, e niente quanto la guerra ingiusta, frantuma la dignità dell’uomo.

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