Archivi Blog

Emozioni di Klaudia Shkurti

Shqiperia

Sono albanese e non me ne vergogno,
sono albanese, mi ha mantenuta viva un sogno.
Sono albanese, parlo lingue straniere,
sono albanese, riconosco il mio dovere.
Scrivo in un’altra lingua, questo mi ferisce,
ma perchè la mia qui non si capisce.
Sono albanese per ricordare,
sono albanese per adorare,
quella lontana mia amata terra
che, come tante, è stata divisa dalla guerra.
Sono albanese e non ho paura,
sono albanese, sono matura.
Sono l’albanese delle mie montagne,
sono l’albanese che non tira lagne.
Sono l’albanese dei miei amici,
sono l’albanese dei miei nemici.
Sono l’albanese dell’antica Illiria,
da quella mia terra son scappata via.
Sono l’albanese dei balli popolari,
sono l’albanese dei due vicini mari.
Sono l’albanese di Vojosa e Valbona,
sono l’albanese di Tirana e Valona.
Ma più tra tutte originaria io sono
dell’illirica Epidamnos, un antico dono.
Della romana Dyrrachium dal mar assalita
e della mia Durazzo che ora è in vita.
Sono l’aquila che alla mia terra il nome ha dato,
sono l’essere che qualcuno ha amato.
Sono albanese e coraggio ho nel cuore,
sono albanese e ho provato anche dolore.
Sono l’albanese dei miei genitori,
sono l’albanese che ha avuto rancori.
Del mondo era donna ed era regina,
la chiamavano Teuta ed era divina.
Quel che si dice è falso o vero,
ma chi non è sicuro,
legga nel cuor sincero.
Sono albanese e provo nostalgia,
del mondo che è paese, del mondo che è casa mia.
Sono l’albanese che la paura ha conosciuto,
sono l’albanese che l’identità ha ritrovato.
Sono albanese, mi sono salvata,
il mio nome è Shqiperia e ne sono onorata.

Questa è solo la poesia di prima pagina della giovane poetessa Klaudia Shkurti , che con il suo primo libro “emozioni” ha già conquistato tanti lettori italiani e non. Nasce a Durazzo Albania 21 anni fa e dal 97 vive in Italia, studia a Parma lingue straniere, le piace leggere e guardare il buon cinema ma non si limita a questo perché al momento sta scrivendo un romanzo, un intreccio tra narrativa e poesia.

Io ho voluto fare quattro chiacchiere con lei per farla conoscere meglio.

Come sta andando il tuo primo libro ?

Al momento sembra andare bene. Ho venduto le copie che avevo a disposizione e scopro con piacere che il mio libro è ancora richiesto tra amici e conoscenti. Penso che sia un buon inizio per essere un libro di poesie.

Non pensi che sarebbe interessante portarlo anche in Albania per i lettori Shqipetar?

Sì penso che lo sia, gran parte degli albanesi conosce l’italiano, non sarebbe nemmeno tanto difficile capirlo. In realtà alcune copie le ho portate in Albania, ad amici e parenti, certo, ma tra di loro ci sono stati commenti favorevoli. Questo dimostra che sia piaciuto.

Ho letto il tuo libro e mi piace molto come scrivi, ma una piccola provocazione: hai inserito per prima la poesia “Shqiperia” ? Pensi che il lettore italiano che passa fra gli scaffali e prende in mano il tuo libro possa essere attratto già da questa prima pagina oppure forse si trovi subito di fronte così ‘sfacciatamente’ l’Albania da decidere di non approcciarlo?

Ad essere del tutto sincera, se viviamo in un paese democratico come l’Italia penso che non ci debbano essere problemi a sfogliare il libro di un’autrice straniera ed accettare una poesia che parli dell’Albania, poi se un individuo i problemi se li fa, sono fatti suoi. Nemmeno Pablo Neruda era italiano. Ma quando si è trovato a parlare della sua realtà cilena e in generale della storia dell’america latina, (oltre alle bellissime poesie d’amore da lui scritte) i lettori lo hanno apprezzato, lo hanno apprezzato per il suo modo di scrivere e di esprimersi non per la sua nazionalità.

All’ interno delle poesie ci sono dei veri e propri aforismi molto toccanti. Pensi che questa tua saggezza sia un dono naturale, che ti sia stata trasmessa dai genitori oppure forse che il fatto di vivere in un altro paese fa si che si maturi prima dei propri coetanei?

Penso che sia un misto di ingredienti. Non smetterò mai di ringraziare i miei genitori per l’educazione che mi hanno dato e che danno ai miei fratelli. Però posso anche dire che quando i miei coetanei all’età di otto , nove anni erano a giocare, chi con le Barbie e chi con Action man, io e mia sorella eravamo sedute, al freddo, su un peschereccio diretti verso qualcosa che non conoscevamo. Abbiamo imparato ad allacciarci le scarpe da sole molto presto e ad arrangiarci da sole.

La scelta di cambiare paese non è stata fatta senza motivo, ma molti al giorno d’oggi ancora non lo capiscono.

Conosci 6 lingue, stai per laurearti e hai già pubblicato un libro che sta andando bene. Cosa pensi delle scelte politiche in Italia? Durante le tue esperienze ti sei sentita cittadina di serie “B” qualche volta e se si quando?

Non voglio esprimere il mio punto di vista per quanto riguarda le scelte politiche in Italia perchè sprecherei fiato a vuoto, non sarà di certo il mio pensiero a cambiare la realtà nella quale viviamo.

Per quanto riguarda invece la questione della “cittadina di serie B”, posso dire che mi ci hanno fatto sentire, ma ho realizzato che non ne sarebbe valsa la pena sentirsi tali. I cittadini sono solo cittadini, nè di serie A nè di serie B e così via. Se uno paga le tasse, rispetta le leggi, le regole stradali e non combina guai penso che debba stare bene con se stesso e non dimostrare altro a nessuno. Poi se uno si sente migliore di altri solo per il fatto di avere la cittadinanza italiana e di essere italiano di sangue può crederlo benissimo,ma la capacità di intendere e volere di una persona non è caratterizzata da un pezzo di carta.

Pensi che anche il tuo paese di nascita ti avrebbe dato le possibilità di carriera che ti sta dando l’Italia?

Sinceramente non lo so perchè non vivendo là come faccio qua non so cosa si potrebbe fare o meno. Forse sì, in fin dei conti ci sono molti scrittori bravi riconosciuti a livello nazionale e molte persone che, dopo aver conseguito la laurea, lavorano onestamente e sono felici del proprio lavoro.

Io ti ho conosciuta grazie all’associazione Scanderbeg perciò ti chiedo anche cosa pensi di questa associazione e se hai dei consigli da darle in modo che i lettori possano leggerli.

Sono venuta a conoscenza di quest’associazione solo pochi mesi fa e la prima cosa che mi è venuta in mente è stato “Wow è grandioso”. Perchè in fin dei conti è come se fosse una grande famiglia. Ho preso parte ai festeggiamenti fatti in onore del centenario di Madre Teresa e, oltre alla grande possibilità datami da Scanderbeg Parma di farmi conoscere con la poesia Shqiperia, mi sono divertita tantissimo non solo a vedere i balli popolari e i vestiti tipici del nostro paese, ma ad entrare in contatto con un’ altra cultura, quella russa. Ero estasiata.

Infine vorrei sapere: se potessi scegliere la tua vita ideale: dove ti vedresti fra cinque anni? Quali sono i tuoi obiettivi di persona e scrittrice?

La mia vita ideale? Non saprei. Non so nemmeno come mi vedrei tra cinque anni, ma quello che spero è di avere un lavoro gratificante e di essere sana come un pesce. Il resto viene da solo.

Magari mollo tutto e vado a fare la rock star 🙂

pubblicato su AlbaniaNews & GliItaliani

Annunci

“forca e një shteti matet me besimin që ka qytetari ndaj tij”

Para ca ditësh jam kthyer nga Shqiperia dhe si çdo rrugëtim të len përshtypjet e veta, vetem se nuk bëhet fjalë për një shëtitje dosido por për atheun tim të dashur (na mesonte abetaria dikur).

Mua më ishte ngulitur në koke që jemi shume dashamirès ose mikprites por në realitet ngela perseri i zhgënjyer sepse duket sikurse edhe një buzëqeshje duam ta shesim dhe jo ta dhurojme.                

Persa i perket anes politike ku ju lexuesit e blogut tim jeni më ekspert se mua, të gjithë komentoni qeverin Berisha 2 por në këte aspekt mua më lindin ca pyetje. A meriton populli Shqiptare të kete ca perfaqesues më të mire se ata që kemi ku jemi në vete që shesim shprehjen/zgjedhjen më të lirë dhe më të shenjte që Zoti na ka dhuruar ose që votojme për tifozllik dhe jo për pëlqim të një programi politik? (persa i përket programeve politike ishin ca batuta ku thonin që të gjitha partite në Shqiperi kane një program të përbashket: VJEDHJEN).

Ekonomista të medhenjë botëror thone që forca e një shteti matet me besimin që ka qytetari ndaj tij, por në rastin e shteti tone çfare ndodh? Ne nuk kemi besim në të por vetë e kemi zgjedhur, ne e kritikojme por përseri e votojme ose që na kane premtuar një vend pune (ku vendet e punes nuk vijne për meritokraci por parimi i seleksionimit është njoftësia/miqesia ) ose per arsyje parimore (dihet që jame i majte dhe nuk votoj dot ndryshe).

Me pak fjale me vjen keq ta them por vëj re qe jemi popull shume i vështire, nuk është e lehte të na gjendet melodia që na pëlqen. Dëshiroj t’ju ftoj të interpretoni foton

the proto europian pelasgic family of languages

ku ne jemi të paret që i jemi shkëputur trungut të madh Evropian dhe jo kot do jemi të fundit që do i bashkohemi kesaj peme me rrënje të lashta dhe të forta.

Thomas Jefferson thote: “Mbrojtja më e mire e një kombi janë qytetarët e edukuar.” dhe sipas meje këte edukimin duhet ta filloj nga mua duke mos u infuelncuar nga jo ndershmëria e të tjerëve.                                       https://bajrak.wordpress.com/

Meditim mbi atdheun tim

Meditimi im eshte se si do jete shqiperia ne te ardhmen, por per te matur te ardhmen nevojitet analizimi i ecurise se saje deri ne ditet e sotme. Ne radhe te pare me shqeteson fakti i mediave dhe i istitucioneve te pavarura qe une nuk arrij ti gjej se ku ndodhen apo nuk di ti dalloj ndoshta edhe per pranine e tepert.

Meqe kendveshtrimi im mund të mos pelqehet nga te gjithë deshiroj të nenvizoj qe pikepamja ime eshte e nje emigranti i cili eshte larguar nga atheu 10 vjet me pare ne kerkim pune/fati per te krijuar nje të ardhme te cilen atdheu nuk ja mundesonte.

Sot mbas 10 vjetesh kthej koken mbrapsht dhe veshtroj ecurine dhe prespektivat qe premtojne qeveritaret tashme me esperience 20vjeçare demokracie. Perpara zgjedhjeve me bente pershtypje qe fushata u bazonte ne akuza per rivalet e tij politike dhe jo ne prezantimin e nje programi ku dimostrohen zgjidhjet e problemeve qe presin persona te afte dhe te ndershem per ti perballuar.

Edhe mua si shume emigranteve te tjere mu dha mundesia per te votuar perfaqesuesin tim ne parlament dhe me pelqeu fakti qe ne krahasim me zgjedhjet e shkuara me rezultuan me trasparente dhe me me pak incidente.

Vlersoj edhe faktin qe partite kryesore secila ne menyren e saj, ka bere ndryshime duke afruar kandidate te rinje dhe te gjithe jemi te nje mendimi qe te rinjt jane me koerent dhe nga ata duhet te filloje permirsimi.

Pas shume kohe siç nuk ndodh ne asnje vend te botes dolen ca rezultate dhe Berisha po vazhdon te mbaje karrigen e liderit me bashkpunimin e politikanit qe sot shume shqipetare po e konsiderojne te pabese sepse gjate fushates kishte theksuar qe vota per LSI eshte vota kunder Berishes. Mua me rikujtohet edhe gjesti i tij jo shume burrerore kur para ca vitesh sulmoj kryetaren e parlamentit zonjen Topalli.

Me vjen keq kur perfaqesuesi zhgenjen zgjedhesit duke mos u permbajtur idealeve per te cilet eshte preferuar dhe ndoshta ne rastin e Ilir Metes personat qe jane zemeruar kane goxha te drejte.  Gjithsesi kendveshtrimi pozitiv eshte formimi i nje qeverie ne bashkpunim me opoziten e cila ne shikim te pare paraqet difekte, difekte qe mund te sjellin thyerjen e asaj qe po ndertohet, ose nese do vazhdoje funksionimi mund te kete edhe efekte pozitive ku per frike ose per lavderim sforcohen te punojne seriozisht dhe ndershmerisht.

Me keqardhje shikoj qe meritokracia nuk eshte fjale qe ben pjese ne fjalorin shqiptare dhe ne vend te saj gjithcka nderthuret  me gradat e afrimitetit dhe njohesise qe qytetaret kane me politikanet. Shpresoj qe se shpejti bashkatdhetaret e mije te fillojne ndryshimin pikerisht nga vetvetja meqe sloganet, politikanet Shqiptare e kane te veshtire ti mbajne.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: