Archivio mensile:settembre 2010

Parma: Clan-Destino-Day

In Italia vivono più di cinque milioni di stranieri legalmente e una piccola parte di clandestini il cui numero preciso non si sa. Nonostante questo la città che ha avuto il primo posto per l’integrazione, Parma, non ha dimostrato di dare molto rilievo al Clandestino Day che si è celebrato oggi in tutto il paese. Il Presidente del Tavolo dell’Immigrazione, organo costituito dal Comune di Parma, sostiene di non essere riuscito ad organizzare niente in questo giorno dedicato ai più deboli in quanto impegnato con Ottobre Africano. Altrettanto oberato pare il Vice-Presidente di questo Tavolo, che è anche il Presidente della Comunità straniera più grande residente a Parma, il quale sta organizzando la Settimana Culturale Albanese. Dalle autorità locali non sono riuscito ad avere motivazioni in merito al fatto che ad un giorno dedicato ad un tema così importante e delicato non sia stato dato il giusto peso né esso sia stato sentito con la dovuta sensibilità politica. Gli unici eventi organizzati in città sono stati quelli dell’Associazione Migrazioni che ha realizzato una lezione d’italiano di un’ora e mezza in una piazza cittadina coinvolgendo pochissimi cittadini extracomunitari rappresentativi però di molti paesi. Il programma dell’Associazione proseguiva poi con una cena Pakistana e un Teatro di Strada, tutte iniziative seguite e curate con passione dal Presidente Nico che viene anche affettuosamente chiamato Gandhi. Grazie a persone come queste si è data voce, nella giornata a loro dedicata, a tutti quei clandestini che proprio per la loro condizione non possono averne. Ritengo che questo compito avrebbe dovuto assumerlo anche il Comune e il potere politico, specialmente quello che si compone di Tavoli e di ex-clandestini che dovevano comprendere più di altri la rilevanza e la necessità di grande solidarietà nella celebrazione di questa giornata.

per GliItaliani , MixaMag

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Emozioni di Klaudia Shkurti

Shqiperia

Sono albanese e non me ne vergogno,
sono albanese, mi ha mantenuta viva un sogno.
Sono albanese, parlo lingue straniere,
sono albanese, riconosco il mio dovere.
Scrivo in un’altra lingua, questo mi ferisce,
ma perchè la mia qui non si capisce.
Sono albanese per ricordare,
sono albanese per adorare,
quella lontana mia amata terra
che, come tante, è stata divisa dalla guerra.
Sono albanese e non ho paura,
sono albanese, sono matura.
Sono l’albanese delle mie montagne,
sono l’albanese che non tira lagne.
Sono l’albanese dei miei amici,
sono l’albanese dei miei nemici.
Sono l’albanese dell’antica Illiria,
da quella mia terra son scappata via.
Sono l’albanese dei balli popolari,
sono l’albanese dei due vicini mari.
Sono l’albanese di Vojosa e Valbona,
sono l’albanese di Tirana e Valona.
Ma più tra tutte originaria io sono
dell’illirica Epidamnos, un antico dono.
Della romana Dyrrachium dal mar assalita
e della mia Durazzo che ora è in vita.
Sono l’aquila che alla mia terra il nome ha dato,
sono l’essere che qualcuno ha amato.
Sono albanese e coraggio ho nel cuore,
sono albanese e ho provato anche dolore.
Sono l’albanese dei miei genitori,
sono l’albanese che ha avuto rancori.
Del mondo era donna ed era regina,
la chiamavano Teuta ed era divina.
Quel che si dice è falso o vero,
ma chi non è sicuro,
legga nel cuor sincero.
Sono albanese e provo nostalgia,
del mondo che è paese, del mondo che è casa mia.
Sono l’albanese che la paura ha conosciuto,
sono l’albanese che l’identità ha ritrovato.
Sono albanese, mi sono salvata,
il mio nome è Shqiperia e ne sono onorata.

Questa è solo la poesia di prima pagina della giovane poetessa Klaudia Shkurti , che con il suo primo libro “emozioni” ha già conquistato tanti lettori italiani e non. Nasce a Durazzo Albania 21 anni fa e dal 97 vive in Italia, studia a Parma lingue straniere, le piace leggere e guardare il buon cinema ma non si limita a questo perché al momento sta scrivendo un romanzo, un intreccio tra narrativa e poesia.

Io ho voluto fare quattro chiacchiere con lei per farla conoscere meglio.

Come sta andando il tuo primo libro ?

Al momento sembra andare bene. Ho venduto le copie che avevo a disposizione e scopro con piacere che il mio libro è ancora richiesto tra amici e conoscenti. Penso che sia un buon inizio per essere un libro di poesie.

Non pensi che sarebbe interessante portarlo anche in Albania per i lettori Shqipetar?

Sì penso che lo sia, gran parte degli albanesi conosce l’italiano, non sarebbe nemmeno tanto difficile capirlo. In realtà alcune copie le ho portate in Albania, ad amici e parenti, certo, ma tra di loro ci sono stati commenti favorevoli. Questo dimostra che sia piaciuto.

Ho letto il tuo libro e mi piace molto come scrivi, ma una piccola provocazione: hai inserito per prima la poesia “Shqiperia” ? Pensi che il lettore italiano che passa fra gli scaffali e prende in mano il tuo libro possa essere attratto già da questa prima pagina oppure forse si trovi subito di fronte così ‘sfacciatamente’ l’Albania da decidere di non approcciarlo?

Ad essere del tutto sincera, se viviamo in un paese democratico come l’Italia penso che non ci debbano essere problemi a sfogliare il libro di un’autrice straniera ed accettare una poesia che parli dell’Albania, poi se un individuo i problemi se li fa, sono fatti suoi. Nemmeno Pablo Neruda era italiano. Ma quando si è trovato a parlare della sua realtà cilena e in generale della storia dell’america latina, (oltre alle bellissime poesie d’amore da lui scritte) i lettori lo hanno apprezzato, lo hanno apprezzato per il suo modo di scrivere e di esprimersi non per la sua nazionalità.

All’ interno delle poesie ci sono dei veri e propri aforismi molto toccanti. Pensi che questa tua saggezza sia un dono naturale, che ti sia stata trasmessa dai genitori oppure forse che il fatto di vivere in un altro paese fa si che si maturi prima dei propri coetanei?

Penso che sia un misto di ingredienti. Non smetterò mai di ringraziare i miei genitori per l’educazione che mi hanno dato e che danno ai miei fratelli. Però posso anche dire che quando i miei coetanei all’età di otto , nove anni erano a giocare, chi con le Barbie e chi con Action man, io e mia sorella eravamo sedute, al freddo, su un peschereccio diretti verso qualcosa che non conoscevamo. Abbiamo imparato ad allacciarci le scarpe da sole molto presto e ad arrangiarci da sole.

La scelta di cambiare paese non è stata fatta senza motivo, ma molti al giorno d’oggi ancora non lo capiscono.

Conosci 6 lingue, stai per laurearti e hai già pubblicato un libro che sta andando bene. Cosa pensi delle scelte politiche in Italia? Durante le tue esperienze ti sei sentita cittadina di serie “B” qualche volta e se si quando?

Non voglio esprimere il mio punto di vista per quanto riguarda le scelte politiche in Italia perchè sprecherei fiato a vuoto, non sarà di certo il mio pensiero a cambiare la realtà nella quale viviamo.

Per quanto riguarda invece la questione della “cittadina di serie B”, posso dire che mi ci hanno fatto sentire, ma ho realizzato che non ne sarebbe valsa la pena sentirsi tali. I cittadini sono solo cittadini, nè di serie A nè di serie B e così via. Se uno paga le tasse, rispetta le leggi, le regole stradali e non combina guai penso che debba stare bene con se stesso e non dimostrare altro a nessuno. Poi se uno si sente migliore di altri solo per il fatto di avere la cittadinanza italiana e di essere italiano di sangue può crederlo benissimo,ma la capacità di intendere e volere di una persona non è caratterizzata da un pezzo di carta.

Pensi che anche il tuo paese di nascita ti avrebbe dato le possibilità di carriera che ti sta dando l’Italia?

Sinceramente non lo so perchè non vivendo là come faccio qua non so cosa si potrebbe fare o meno. Forse sì, in fin dei conti ci sono molti scrittori bravi riconosciuti a livello nazionale e molte persone che, dopo aver conseguito la laurea, lavorano onestamente e sono felici del proprio lavoro.

Io ti ho conosciuta grazie all’associazione Scanderbeg perciò ti chiedo anche cosa pensi di questa associazione e se hai dei consigli da darle in modo che i lettori possano leggerli.

Sono venuta a conoscenza di quest’associazione solo pochi mesi fa e la prima cosa che mi è venuta in mente è stato “Wow è grandioso”. Perchè in fin dei conti è come se fosse una grande famiglia. Ho preso parte ai festeggiamenti fatti in onore del centenario di Madre Teresa e, oltre alla grande possibilità datami da Scanderbeg Parma di farmi conoscere con la poesia Shqiperia, mi sono divertita tantissimo non solo a vedere i balli popolari e i vestiti tipici del nostro paese, ma ad entrare in contatto con un’ altra cultura, quella russa. Ero estasiata.

Infine vorrei sapere: se potessi scegliere la tua vita ideale: dove ti vedresti fra cinque anni? Quali sono i tuoi obiettivi di persona e scrittrice?

La mia vita ideale? Non saprei. Non so nemmeno come mi vedrei tra cinque anni, ma quello che spero è di avere un lavoro gratificante e di essere sana come un pesce. Il resto viene da solo.

Magari mollo tutto e vado a fare la rock star 🙂

pubblicato su AlbaniaNews & GliItaliani

Scanderbeg Vivas World

Ad Agosto solitamente tutti vanno in ferie ma non è stato così per i giovani artisti provenienti dall’Albania, Romania, Georgia, Azerbajgian, Togo e Russia che, ospiti di Carlo Devoti presidente di Vivas Word , in collaborazione con l’Associazione Scanderbeg hanno reso possibile la manifestazione del loro talento.

I piccoli artisti provenienti da lontano, nonostante 3 giorni di viaggio in pullman sopportati per molti di loro, hanno dimostrato forza e amore per le loro passioni. Hanno danzato, cantato e recitato in diverse piazze della nostra regione.
Il giorno 31 Agosto anche a Parma in occasione del centenario della nascita di Madre Teresa l’Associazione Scanderbeg, grazie soprattutto al grande impegno del responsabile organizzativo Durim Lika, ha reso possibile che tanti parmigiani e non potessero arricchire la loro cultura con l’esibizione di piccoli ma già grandi artisti.
Lashi Xhaferr, oggi socio dell’Associazione Scanderbeg e calciatore della squadra di calcio di quest’ ultima, ha guardato con grande ammirazione e nostalgia questi piccoli talenti esibirsi rivedendo se stesso quando arrivò in Italia e grazie proprio a Carlo Devoti si tuffò in nuove esperienze calcistiche vivendo il sacrificio della lontananza dai genitori e ricevendo lezioni di vita grazie all’occasione di confrontarsi con persone di diverse nazionalità . Questo è stato il giusto modo di ricordare quella Madre di Tutto il mondo che fu Teresa.

I ragazzi provenienti dal paese di nascita di Madre Teresa hanno ballato diversi balli albanesi sia tradizionali che moderni perchè la scuola di Robert Radoja ha preparato gli allievi a 360 gradi e la coreografia di Lindita Kaimi ha seguito perfettamente la coesistenza delle due anime albanesi: quella tradizionale e quella moderna. Nel momento in cui hanno ballato il ballo di “Cameria” a Darina Zaqiri sono brillati gli occhi ma le piangeva il cuore per quello che hanno subito gli abitanti della sua regione dai greci.

Il presidente dello Scanderbeg, l’Associazione della comunità straniera più grande a Parma ,insieme ai dirigenti Ndreu, Spahia, Kadija e Tabaku era orgoglioso e attivo del spiegare agli, al tempo stesso, ospiti e ospitanti parmigiani che occupano cariche pubbliche la storia e il senso delle danze ballate in costumi tipici albanesi.

Mark e Ana Shkreli hanno apprezzato molto l’evento dedicato alla Cittadina del Mondo e come sempre gli organizzatori sono stati onorati dalla loro presenza.

Partecipare al centenario della nascita di Madre Teresa non solo è stato partecipare ad una serata ricca di spettacolo ma anche un’ occasione per conoscere la poetessa Klaudia Shkurti che con la recita della poesia “Shqiperia” ha emozionato tutti i presenti, altrettanto emozionante è stata l’esibizione del giovane cantante e chitarrista Enfrid Bekja figlio del direttore artistico della scuola di danza dello Scandrbeg.

A presentare lo spettacolo, ricco di intrattenimento, è stato Indrit Cela anche lui Cittadino del Mondo che si è unito allo Scanderbeg seguendo lo slogan “L’unione fa la forza” e che l’Associazione e gli organizzatori hanno apprezzato e che sicuramente inviteranno anche in altre future iniziative.

Alla fine dello spettacolo tutti i partecipanti hanno ballato insieme ai piccoli campioni e ai dirigenti concludendo infine la serata con la degustazione di una buonissima torta con l’effige della Madre che li ha uniti.                    FOTO

per GliItaliani

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