Archivio mensile:maggio 2010

Cercate braccia ma arrivano persone.

Negli ultimi 20 anni in Italia il problema dell’immigrazione e dei diritti degli immigrati è diventato sempre più importante e rilevante ma la guida politica del Paese non riesce a fare il suo dovere e non mantiene le promesse fatte a quello che ormai possiamo definire un vero e proprio ceto sociale.
Scrivo queste due righe prendendo spunto dall’ultimo decreto flussi 2010 che stabilisce l’ingresso di 80 mila persone per lavoro stagionale e quindi 80 mila braccia e non persone perché si devono fermare in Italia solo per quei mesi di lavoro duro.
Ma c’era bisogno di questi nuovi ingressi vista la crisi e la disoccupazione degli ultimi anni?
La mia risposta è SI.
Si perché i nuovi ingressi sono una sanatoria sia per i conti dello stato che delle imprese speculatrici.
Una sanatoria per i conti dello Stato in quanto ogni immigrato che arriva in Italia deve affrontare le seguenti spese che vanno alle casse del partito del carroccio e company:
1) 50 € di visto presso l’ambasciata Italiana del paese di provenienza,
2) 70 € in Italia per richiedere il primo e l’ultimo permesso di soggiorno.
Conti alla mano il decreto flussi gonfia di quasi 10 milioni di euro le casse dello Stato ed è questo che interessa ai cervelloni di Montecitorio.

Il Decreto flussi sana anche agricoltori ed imprese in quanto fa entrare per un periodo breve, 3/6 mesi, persone che non hanno ancora coscienza dei propri diritti e che, quindi, sono più sfruttabili. Braccia bisognose e in cerca di sopravvivenza che appena incominciano a conoscere la realtà in cui lavorano si vedono scadere il permesso e devono o tornare a casa o continuare a lavorare in nero.
Ciò costituisce una bella comodità per le aziende del Nord/Est Italia le quali poi,nonostante questi giochi, continuano a votare la lega!

da BAJRAK per zerosette.it

OSTREGHETA, a immigrati il test di lingua italiana e a noi NO!!!

Ho voluto aspettare il 1° Maggio per scrivere questo post.
Se sei immigrato devi prima superare un test di lingua italiana e ottenere una certificazione ‘rilasciata da appositi enti accreditati’ – è quello che  vuole la Lega, con un emendamento al decreto legge sugli incentivi, firmato dalla deputata Silvana Comaroli, il quale affida alle Regioni il potere di valutare se un certo tipo di attività commerciale è ‘incompatibile’ con la tutela delle ‘tradizioni locali’ e vietarne l’insediamento. Insomma, nuovi obblighi e nuovi divieti richiesti dalla Lega ma non nuovi diritti e tanto meno applicazione di quelli esistenti.
Secondo me si tratta del solito intervento estemporaneo e demagogico.
Se, in linea di principio, è condivisibile la richiesta di un test di lingua italiana per l’immigrato che chiede la cittadinanza, ben diverso è mettere paletti discriminatori e ingiustificati: lo Stato si deve adoperare per agevolare i più deboli, non per ostacolare chi vuole aprire un esercizio commerciale.
Il partito del Carroccio è completamente contrario all’incentivo delle attività commerciali di cui l’Italia ha bisogno e chiude le porte anche alle persone di buona volontà.
Questa posizione è basata sull’ odio contro lo straniero e sta prendendo una piega così razzista e preoccupante che a parlarne il Giorno dei Lavorati mi piange il cuore.
Io non giudico ma vorrei capire: perchè il Carroccio non presenta un programma di lingua e cultura italiana per gli immigrati?
Perchè la lega non fa dei corsi di cultura generale ai suoi elettori per primi visto che forse hanno bisogno più dei non italiani? Perchè un immigrato deve trovare sempre ostacoli nella sua carriera di cittadino di serie B ed essere costretto a delinquere e non il contrario?
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: