extracomunitario = schiavi o peregrini??? per me tutte e 2

immigratiLe parole più usate nel diritto romano sono Cives, schiavi, peregrini, res ecc…

tutti noi siamo abituati ormai a sentire la parola extracomunitario anche se nei paesi del nord Europa non viene usata in quanto loro ragionano diversamente ( es. in Olanda li chiamano Non Olandesi).
Io personalmente il trattamento dei Non Italiani lo trovo uguale a quello degli schiavi in quanto vengono negati i tanti diritti, tipo quello del voto, specialmente mi rifersco ai tanti casi in cui  vengono richiesti criteri impossibili per ottenere cose primarie. Benchè gli esempi siano tanti adesso non intendo entrare nel merito delle singole casistiche.
Nel diritto e nell’ epoca dei Romani succedevano le stesse cose con gli schiavi che venivano considerati “RES” (oggetto/COSA), essi non avevano diritti ma solo doveri. Su questo punto i Romani erano però più onesti o, meglio, trasparenti.
Più o meno lo stesso comportamento veniva seguito con i “peregrini” (stranieri) dove si incominciava a trattare con loro solamente per motivi di profitto e lo stesso ragionamento lo riscontro da parte dei politici di oggi i quali con i loro atteggiamenti decidono che per quello che gli conviene si  coinvolgano gli stranieri e quando non gli conviene si adottino misure di restrizione.

Il ragionamento dei romani si verifica anche oggi e tanti si riconoscerano nel leggere questo articolo quando si parla del ‘se’ un loro foglio debba sposare un Non Italiano. Questi fatti io personalmente non so come definirli, razzismo, discriminazione, pregiudizio o ignoranza. Voi cari lettori potreste illuminare le mie idee in merito.

Morire nei cantieri e fare i lavori umili SI – avere diritti o ottenere servizi e indennizzi NO

La morale  di questo post è che spesso mi sento uno schiavo e uno straniero (anche se indirettamente) nel pieno senso del diritto romano.

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Pubblicato il 5 marzo 2009, in di tutto e di più con tag , , , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. 24 commenti.

  1. Sicuramente nel nostro paese come in molti altri vanno fatti dei passi avanti nell’affrontare il fenomeno dell’immigrazione e soprattutto nel rapportarsi con le nuove persone, provenienti da quasi tutto il mondo, che si muovono in Italia, lavorano, studiano o arrivano sperando di trovare un luogo in cui vivere alcuni anni della loro vita.
    Spesso ci troviamo di fronte al pregiudizio, alla xenofobia, alla paura, che frenano anche i provvedimenti che dovrebbero fornire maggiori diritti e anche l’atteggiamento di noi italiani.
    Ci sono molte ingiustizie, è facile trovarle, ma è anche facile puntare il dito contro di noi, contro il nostro governo, le nostre leggi, il nostro modo di essere.
    Il paragone con lo schiavo mi sembra esagerato. L’Italia compierà degli errori…ma sta facendo e farà sicuramente dei tentativi per arginargli. Sicuramente nessuno ha il volere di schiavizzare l’altro, in un Paese che ha lottato per secoli per una costituzione che difendesse i diritti di tutti gli uomini, in primis la libertà e l’uguaglianza, tentando di diffondere questi ideali anche nei luoghi nei quali è difficile che siano rispettati.
    Il diritto di voto è qualcosa su cui discutere, ma ci sono anche altre carenze, come la burocrazia, molto lunga. Il clima di questo contingente storico non aiuta, l’attenzione è concentrata sulla crisi economico finanziaria e sul tema della sicurezza. Molto spesso proprio quando si parla di quest’ultima gli immigrati sono strumentalizzati….dalla televisione prima che dai politici.
    Ma non è tutto negativo. Il nostro non è un paese chiuso e razzista.
    Ci sono ristoranti di ogni dove nelle nostre città…le culture si stanno pian piano aprendo e confrontando…ma ci vuole tempo, come per ogni cosa.
    Guardiamo ai passi,a nche piccoli, che ogni giorno si compiono…e poi, certo, speriamo che ne vengano compiuti altri.

  2. Il commento di Laura è quello tipico Italiano, Giusto è Fondato… Condivido pure io che su carta la costituzione Italiana è una meraviglia – sembra che lo abbiano scritto i preti e non i giuristi che ammiro moltissimo…

    solo che mi viene in mente il detto: “fra il dire e il fare c’è di mezzo il mare”

    “t v bene”

  3. sudorepioggia

    Almeno per me il post è una provocazione. Anche perché neppure per gli antichi, sia greci che romani, straniero voleva dire schiavo. Ho inserito questo blog nel mio blogroll perché questi punti di vista mi interessano. Credo che l’Italia – il popolo italiano – sia fondamentalmente arricchito, di tanto, dai nuovi arrivati. Anzi, in un certo senso, provo una certa invidia per i ragazzi che a scuola, se sono aperti, possono trarre insegnamento con nuove culture ed anche, spero, dalla conseguenza maggiore apertura dell’ambiente. Mi sembra che in Italia non siamo in grado di fare una scelta chiara sull’immigrazione, anche perché non è facilmente definibile l’essere italiano; speriamo che chi lo desideri diventi, anche senza accorgersene, un italiano come noi. Sento ragazzi di tutti i colori e aspetti possibili parlare tranquillamente con forte accento locale ed è difficile non pensare che da grandi siano italiani a tutti gli effetti, forse anche più italiani nel cuore di tanti italiani plurigenerazionali. Quindi io non sarei tanto pessimista, ma capisco che oggi c’è tanto da fare, perché siamo anche un popolo di cinici e, a volte, anche di veri e propri stronzi.
    Per quanto riguarda il voto, non sono tanto favorevole. Ne vedo il senso quando uno diventa cittadino italiano ed acquisisce tutti i diritti e doveri del cittadino (in questo credo fermamemnte); altrimenti (ma magari trascuro qualcosa) mi sembra demagogia e creare un serbatoio elettorale non necessariamente costruittivo. Anche per i romani, come ci ricorda anche San Paolo, diventare cittadino non era cosa da poco, come diritti e come doveri.
    Però queste sono tutte chiacchiere. Se è vero, quello che denunci, cosa posso fare?
    Ciao
    S&P

  4. In compenso accogliamo tutti. Il problema è che non c’è lavoro per tutti e non ci sono condizioni di vita accettabili per tutti i nuovi arrivati.

    Buona domenica

  5. Molti pensano che gli immigrati possano costituire una minaccia alla nostra cultura, tradizione e origini. Ma
    dovrebbero essere almeno quanti siamo noi… dovrebbero impadronirsi dell’autorità per governare il Paese.
    Questo timore (Xenofobia) può condurre alla massima espressione del razzismo verso altre razze.
    Tutt’altra cosa è la scarsità di mezzi del Paese, atti a soddisfare le naturali e legittime esigenze di un tot
    numero di individui. Il problema fortemente sentito per il continuo ingresso di immigrati, che stà degenerando
    caoticamente, consiste proprio in questo. In Italia non ci sono mezzi adeguati per accogliere un numero indefinito di stranieri, per dare a loro e ricevere da loro. Punto e basta! Non c’è nulla di strano. Non c’entra nè il razzismo, nè la xenofobia.
    Tuttavia, come in ogni società democratica, ci sono molti dissidenti che riconoscono l’utilità degli immigrati. L’Italia è una democrazia. L’art.3 della Costituzione italiana condanna chiaramente le discriminazioni che limitano lo sviluppo dell’individuo (specificando anche quelle razziali).
    Ma il fatto che l’Italia sia una democrazia e che la sua legge principale (la Costituzione) condanni il razzismo,
    non significa che non possa decidere se e quanti stranieri far entrare. Se non ha strutture idonee per soddisfare i diritti di uguaglianza stabiliti dalla Costituzione, è meglio non farli entrare. Nessuno glielo vieta (ma è meglio, a mio avviso, per gli extra-comunitari stessi. Se invece si fanno entrare , si pretende che lavorino, paghino le tasse e rispettino le regole… non bisogna essere sfacciatamente discriminatori nei loro confronti.
    Ecco come e quando entra in gioco il Razzismo.
    Se gli immigrati entrati con regolare visto d’ingresso, con regolare permesso di soggiorno, con l’intenzione di
    farsi una famiglia (anche con cittadini italiani), con voglia di lavorare…, sono poi trattati come schiavi,
    sono discriminati (come ad es. il tipo di lavoro da essegnargli o il trattamento a loro riservato rispetto agli altri), cosa si vuol pretendere?
    Il fatto è che gli stranieri fanno proprio comodo a chi propone soluzioni contornate di tanta bella filosofia umanitaria, perchè in realtà ha bisogno di schiavi; è colui che vuole lo straniero, che considera inferiore, per renderlo schiavo, per sfruttarlo!
    In testa sono i politici (avidi di lussi e privilegi), quindi le imprese, dissanguate dalle tasse, che necessitano di lavoratori sottomissibili da retribuire con bassi compensi.
    L’immigrazione clandestina si poteva attenuare da tempo, ma essendo necessario compensare la diminuzione del settore produttivo e dell’economia nazionale, piuttosto che orientarsi sulle cause del fenomeno (troppo lavoro e bassi salari), hanno ignorato gli italiani ripiegando sugli stranieri, pensandoli ancora come ai tempi della schiavitù.
    In Italia servono schiavi, chi vuol venire a fare lo schiavo bene! altrimenti resti al suo paese!
    Ecco il razzismo ipocrita!!

  6. Per un mondo migliore

  7. Bajraktari, credo che il problema non sia tanto il considerare se lo straniero sia o meno uno schiavo, poiché la condizione di schiavitù é comune ad ogni uomo. Siamo schiavi del cibo, del lavoro, del condizionamento culturale, di quello politico e non ultimo di quello familiare. Purtroppo, la consapevolezza dovrebbe risiedere nella voglia di avere la buona volontà di considerare che il dolore di uno dovrebbe essere problema di tutti; ma i problemi che ognuno di noi deve affrontare sono tanti e non ci consentono di concentrarci su quelli altrui e del resto, bisogna prendere atto con amarezza, che il pregiudizio é un pozzo senza fondo a cui molti attingono poiché é molto più comodo avere paura ed escludere una diversità che documentarsi su di essa, esserne culturalmente consapevoli e farne anche, perche no, motivo di discussione costruttiva. E, in fondo, la paura più grande é la diffidenza…e se chi cerchiamo di comprendere non capisse noi? Ammettiamolo pure, a volte l'”ignoranza” é reciproca ma resta certa una considerazione: L’Italia resta un Paese che, proprio perché animato da cotanti principi religiosi comunque ben radicati, a prescindere da tutto, ancora offre una seppur controversa e ‘stracciata’ possibilità di vita e di libertà individuale, ma questa é solo una opinione personale che nulla vuole togliere al valore delle altre…grazie.

  8. Personalmente appoggio in parte quanto affermato da Laura, che mi pare aver giustamente centrato il nodo della questione. Sono tanti i passi avanti che il nostro Paese sta facendo, aprendosi con non poche difficoltà all’incontro con culture così diverse. Bisogna sempre pensare che, culturalmente e ideologicamente, gli italiani sono sempre stati un passo più indietro rispetto al resto dei popoli europei. Si pensi solo all’integrazione che in paesi come Francia e Germania si è avviata in tempi in cui in Italia neanche lontanamente si intravedeva il problema ‘extracomunitari’. E mi meraviglia non poco vedere tante persone appartententi a culture e razze diverse che coesistono tranquillamente inseme. L’unica difficoltà sono le scalate burocratiche che coloro che entrano in Italia devono affrontare per regolarizzare la loro permanenza qui. E’ pur vero che col tempo, e ne sono sicuro, le strade burocratiche non si semplificheranno affatto, ma andranno sempre peggio, visti i programmi di controlli sempre più accurati che vengono adottati per risalire alle generalità di ogni extracomunitario che entra in Italia, riferendosi di volta in volta alle burocrazie dei loro paesi d’origine. Immaginiamo quanto possa essere disorganizzato l’apparato burocratico del Ghana (cito un paese a caso) se il nostro funziona già così male, e pensiamo che debbano collaborare insieme per regolarizzare l’individuo in paese straniero. Utopia allo stato puro!
    Ad ogni modo, volevo solo puntualizzare un piccolo dettaglio prima di concludere. La discriminazione è terribilmente demotivante e disarmante, lo è contro gli extracomunitari, così come cita il nostro amico Bajraktari, ma lo è ancora di più quando colpisce gli stessi connazionali. Mio caro Bajraktari, sogno anche io un mondo di uguaglianza e di libertà, ma se non c’è rispetto neanche per il proprio connazionale che ha solo ideologie, orientamenti sessuali o politici diversi dalla massa, come si può pensare che le discriminazioni contro gli extracomunitari si dissipino così, in un batter d’occhio?!Quanto alla tua citazione del diritto al voto, mi dispiace, ma su questo argomento non mi trovate concorde, nè tu, nè Laura. Il diritto al voto è strettamente connesso al senso di nazionalità, al senso di appartenenza ad un Paese che è il proprio Paese. Lasciando perdere ogni discorso inutile sulla politica e sull’importanza della destinazione del voto, mi spiace, ma non troverei mai giusto che uno straniero, che ha scelto di vivere in Italia, piuttosto che vivere altrove, debba contribuire all’orientamento politico di un Paese che non gli appartiene. Gli stranieri votano nei loro Paesi di appartenenza, dove consentito dalle legislazioni locali. In Italia, il voto spetta AI SOLI cittadini ITALANI!Poi, per quanto riguarda tutti gli altri diritti che sono negati, tanto da discutere e tanto da attaccarsi ai principi fondamentali della nostra Costituzione. Fosse non solo per il fatto che se mi trovassi io a dovermi trasferire altrove vorrei che mi trattassero sicuramente in modo dignitoso!

  9. ciao ,, io como stra a no schivo … mi da fastido quando vado per strada e la gente me guarda strano…( ma penso ,no siamo fati delle stese cose,per che mi guardi cosi..ba ,,solo por che sono un tono di pelle piu oscura di te sono un schivo …no ci penso ne anche..io sono onesto quanto lo sei tu ,sono stozzo con to lo sei tu …ba .. se voi italiani brava gente , no mi gualdasti strano la integracion sarebbe piu facile ..per che no tutti siano venutti qua a amazzare e a strupare . al meno io sono bravo ma ch ene so io dela vita ………….

  10. … purtroppo il vere problema nn è il razzismo… quacuno razzista c’è d certo… ma sono poki. dico purtroppo xkè il grosso problema insorge quando un popolo ha la sensazione d dover dividere il “poco rimasto ” con sempre + persone. il “poco rimasto” sono .. le abitazioni, il lavoro , ecc. quì scatta un … umanissimo ..genetico.. istinto d sopravvivenza , e a questo nn vi si può fare grankè. meglio sarebbe dover combattere con la sottocultura del razzismo , battaglia vincibile con una vera cultura, con l’informazione tratta dalla scienza, dalle esperienze dalla quotidianeità ke mostra in tutto il mondo il pari valore delle persone ke hanno potuto studiare, x esempio.
    ivece la situazione attuale essendo tuttaltro ke rosea ,appunto, amplifica quel fenomeno d intolleranza , d xenofobia , e scatta quindi la nn ospitalità con kiunque straniero povero in cerca d sopravvivenza, in quanto concorrente. e nn centra la razza : xkè un rumeno.. un croato …un albanese .. nn sono morfologicamente identici agli italiani ??? …scriverei x ore ma nn è il caso. in conclusione , attendendo periodi economici migliori (….) quelli ke oggigiorno appaiono razzisti … o sono ignoranti… o sono in grossa difficoltà economica … o servono rancore x qualke esperienza subita …
    comunque , anke se nn può consolarti …caro fratello mio… anke io milanese nella città d milano… faccia da italiano 🙂 italiano 100% … molto spesso sul lavoro sono stato trattato da skiavo. ma anke a costo d perdere il lavoro , nn ho mai abbassato lo sguardo , e nn ho mai reagito con barbaria , con violenza ma anzi con superiorità magari licenzioandomi e fermandomi propio fuori dal bar dove lavoravo a bermi una birra con un “fratello clochard” …alla faccia della loro superbia… sii un salice. 😉 roger cassini ( se vuoi mi trovi su FB )

  11. Non facciamoci illusioni. L’Italia è razzista. Prenderne atto è il primo passo per sperare di migliorare. Ho provato personalmente quanto sia profonda l’ignoranza e la barbarie della provincia veneta verso chi è nato altrove.
    Chi viene in Italia dall’estero è visto prima come “straniero” e solo dopo come essere umano. Questa è la nostra vergogna. Un uomo è un uomo. Dove sia nato o che lingua parli è un dettaglio. Non dovrebbe esserci alcuna legge a regolare lo spostamento delle persone. Basta il controllo dei documenti alla frontiera per meri scopi amministrativi. Per il resto ogni persona ha diritto agli stessi identici privilegi in ogni luogo del mondo.

    In Italia siamo razzisti. Prendiamone atto. La maggioranza degli italiani ha eletto un governo razzista ed ignorante. Si approvano leggi razziali, segregazione dei bambini nelle scuole, il nuovo squadrismo leghista… a Verona il sindaco è pregiudicato per razzismo eppure i veronesi continuano a sostenerlo.

    Chi viene in Italia a lavorare non può non sentirsi in qualche modo emarginato.

  12. Prima di tutto mi scuso per le doppie della lingua italiana perche nn sempre riesco ad indovinare dove vanno messe!!Sto in Italia da 10 anni ma mai come negli ultimi 2 anni ho sentito la grande presione sui stranieri…una grande intoleranza sul forestiero..ma nn solo noi stranieri soffriamo ci sn stessi italiani che soffrono:al nord sn polentoni e al sud i teronni,loro stessi dicono che Italia finisce a Roma…allora che ne parliamo a fa???Per la prima volta in 10 anni ho sentito dire dalla bocca di una anziana:vattenne nel tuo paese di merda!!!Per un litiggio dovuto ai miei cani nn ha perso l’ocassione di offendere….I governanti italiani se ne rendono conto della brutta propaganda che stanno faccendo contro gli stranieri????Non siamo tutti uguali..nn si puo generalizare,gente per bene che lavora e paga le tasse vengono tratatti con diffidenza solo perche e straniero scagliamoli le pietre!!!Caro Roger bevi un bicchiere d’acqua e respira profondamente….

  13. è il concetto quello sbagliato..nessuno dovrebbe essere straniero, e nessuno dovrebbe essere un schiavo…l’essere umano è nato libero a prescindere dalla costituzione dei diritti…
    è dall’ alba dei tempi che si ergono muri e confini tra stati e paesi….ma la terra non ha confini…la terra non sa nemmeno che cosa siano i confini….per il resto quoto perfettamente ciò che ha scritto Laura..
    tutto è uno stato mentale

  14. Non so se il tuo scritto sia una provocazione (come ha detto qualcuno prima di me) oppure no, ma non credo sia questo il punto. Certo, il termine “schiavo” mi pare esagerato, ma infondo, è purtroppo la condizione in cui si vive. Ma Lo schiavismo sul lavoro non tocca solo gli stranieri, ci sono moltissimi italiani senza lavoro che per qualche manciata di spiccioli fa lavori assurdi, rischiosi, malpagati e senza alcuna assicurazione nè garanzia di alcun tipo. Questa è l’Italia di oggi, si può dire quello che vuole, ma questa è. Mi vergogno spesso di essere italiana. Per molti, moltissimi motivi e figuracce che facciamo tutti indirettamente. Purtroppo in nostro paese dopo gli anni di piombo non si è mai ripreso ed è andato sempre a peggiorare, sempre più giù… oggi gli stranieri ci fanno comodo, c’è poco da dire. Ci servono per tutti i lavori che noi non vogliamo fare perchè li reputiamo senza valore o non adatti a noi, noi che vogliamo la scrivania, il contratto indeterminato, l’aria condizionata, le ferie, i permessi, la malattia, l’auto aziendale. Ma, tornando al mio discorso iniziale, il problema è che non ha voglia di lavorare, perchè se i lavori di merda che uno straniero si accolla ci sono per loro, ci sarebbero pure per noi, non è che li creano apposta. Ogni mattina per le strade vedo decine e decine di stranieri in gruppo che aspettano di essere “reclutati” per una giornata in cantiere da qualche direttore dei lavori che vuole braccia forti in cambio di qualche soldo, sempre che poi abbia la decenza di pagare. Ma non c’è alternativa. E questo triste spettacolo mi stringe il cuore, e mi fa vergognare.
    Forse è il solito discorso all’italiana, il mio, ma qua di pari opportunità io non ne vedo. Non ne ho mai viste. Mia sorella ha sposato un uomo senegalese. In italia da diversi anni, iniziò l’università a Dakar e si trasferì qui prima di laurearsi. I suoi studi non valgono, qui in italia. A nessuno interessa il suo diploma, i suoi 3 anni accademici. Ha venduto cd per strada per anni. Però se un italiano va all’estero a studiare viene trattato come se studiasse nella sua terra. Se un italiano cerca lavoro all’estero non deve andare a vendere occhiali e borse per strada. E non vengano a dirmi che la nostra costituzione si basa sul lavoro e sull’uguaglianza. Cazzate. Solo sulla carta, 60 anni fa fecero un bell’elenco su cui basare fiumi di discorsi negli anni a venire. Ma io di uguaglianza non ne vedo, nei confronti di nessuno. Nemmeno fra italiani. Prima di eleggerci paladini del valore, senza frontiere, lo stato che accetta tutti perchè noi siamo di mentalità aperta, perchè qui c’è sviluppo e cazzate del genere, vediamo magari di sistemare i buchi grossi che abbiamo all’interno, come potremmo altrimenti aiutare chi non è di qui? Se non riusciamo a metterci d’accordo tra di noi, ma come potremmo mai metterci a ragionare con culture, lingue, popoli, religioni differenti? Accettiamo tutti ma non vogliamo nessuno, è questo il problema del nostro paese. Ma facciamo finta di niente, chiudiamo un occhio, tutti si lamentano ma nessuno fa nulla per cambiare le cose. Diritto al voto… certo, sarebbe magari necessario, prima, dare il diritto al voto dove si ha il domicilio, nel comune, regione, stato di vita vera, non dove uno è residente. Ma cristo, cosa se ne fa il mio comune del mio voto se io vivo da un’altra parte? Cosa me ne frega chi sarà il sindaco, l’assessore, il capo di stato di un posto in cui non vivo? Se non riusciamo a risolvere questo, come possiamo pretendere che quelli al governo muovano il culo per cambiare seriamente le cose?
    Se non ci rialziamo dal fondo in cui siamo, continueranno ad esistere gli schiavi, il razzismo, la chiusura mentale, le ingiustizie, le illusioni e le utopie.
    Perdonami, bajraktari, per essere andata forse troppo fuori tema.
    E’ forse solo uno sfogo personale… ciao.

  15. mi sembra che ci sia pregiudizio in tutte le risposte che ho letto fin’ora, sia esse scritte da italiani sia scritte da stranieri…….in italia c’è sempre stata una mentalità razzista, adesso verso gli stranieri, prima fra nord e sud ( che cmq sta ritornando anche adesso grazie alla lega)anzi a dirla tutta c’è sempre stata anche nei paesi più tolleranti dei nostri…… Quello che ho notato è che questo sentimento (che secondo me è in tutti noi) si intensifichi o diminuisca a seconda di chi sta al governo o della necessità economica di un paese…quindi magari non è solo nostra la colpa, se chi ci comanda ci dice più volte al giorno che bisogna scacciare lo straniero perchè è diverso o perchè viene a rubare il lavoro (che nessuno vuol fare,o fa vedere servizi su stranieri che commettono illeciti e quelli italiani ne parla di rado…..insomma io dal mio canto cerco di sopprimere il mio di sentimento, e di sostituirlo con il razionale pensiero dell’uguaglianza.Cmq siamo ben lontani, a mio avviso, dalla tolleranza e convivenza pacifica tra i popoli,dal mio piccolo cerco di far cambire idea a qualcuno ma devo dirvi che mi viene davvero difficile……

  16. Leggo con disgusto la notizia della denunciai un ragazzo asiatico che ha assicurato alla giustizia tre rapinatori rumeni che lo avevano minacciato con una bottiglia di vetro. Il ragazzo oltre ad essere espulso, perché irregolare, è stato condannato a pagare una multa che varia tra i 5.000 e i 10.000 euro. I tre delinquenti rumeni, siccome non sono extracomunitari, si faranno un pò di galera a spese nostre e poi saranno scarcerati prima del tempo (qualche cavillo gli avvocati lo trovano sempre!), così potranno continuare a fare rapine, magari violentare qualche donna e, perché no, uccidere qualcuno! D’altra parte, quando le leggi sono fatte da persone di inesistente valore morale ed altrettanta inesistente cultura politica e giuridica, queste sono le conseguenze.

  17. E’ una vita che godo della discriminazione dalla più evidente alla più nascosta:bisogna infatti fare una distinzione.Quella evidente la vedi la tocchi e la puoi combattere, quella nascosta è subdola ,si serve di tutti i mezzi anche della stessa amicizia e poi ti colpisce a sangue quando meno te l’aspetti.
    Quando all’età di 22 anni ho incontrato uno studente del Congo e me ne sono innamorata non potevo immaginare a che punto era arrivato il razzismo in Italia, ora che ho avuto da lui due figli che sono grandi, capisco che è una piaga che difficilmente scomparirà. Gli uomini amano avere sempre qualcuno da mettere nell’angolo per potersi sentire superiori, è l’unico sentimento che li fa sentire grandi e quindi capaci di proseguire il cammino nella vita, non sanno(tranne le debite eccezioni)cosa vuol dire il rispetto, la parità di diritti, la ricchezza delle diversità eccc.
    Oggi quando vedo e leggo questo argomenti mi tornano alla mente tutti gli episodi vissuti con i miei cari e quelli che continuo a vivere e non spero in niente tranne nell’amore che ci unisce che fa di noi una famiglia…ti saluto mio caro e a presto su facebook o se vuoi sul mio blog

  18. Non credo l’Italia sia un paese razzista,se vogliamo parlare di razzismo tutto il mondo lo è se noi italiani viaggiamo verso i paesi esteri incontriamo difficoltà nell’ambientarci a usi e costumi diversi rispettando le regole in modo ben preciso.Forse siamo stati un pò leggeri consentendo l’arrivo degli stranieri senza tante precauzioni e adesso si fà di un erba tutto un fascio, in effetti troppo mal comune si avverti e con giusta causa… se si interviene anzi se il governo applica le giuste soluzioni, perchè nò, io sono d’accordo all’integrazione di tutti
    Mi pongo però una domanda sarebbe giusto che i governi si attivasero finalmente alla crescita di quei paesi ancora sottosviluppati in fondo scappano dalla guerra e dalla fame,trovo che ognuno vorrebbe crescere e costruire nel propio paese…
    Delinquenza? ma perchè l’Italia e una Nazione casta e pura?

  19. Lilian Desirée

    Terzo: vittime dei criminali italiani che li fanno venire in Italia tramite inganno e circonvenzione

  20. Come devo definire quel comportamento? Non è difficile definirlo: è gretto.

  21. Salve. IL razzismo purtroppo esiste ,non solo in Italia anche in Albania; il razzismo si manifesta in tanti modi; razzismo culturale,religioso,sociale ecc, ma per di più l’italia non era pronta per questo flusso massivo e di qonseguenza c’è molto disordine,ogni cittadino ha dirritto di essere rispettati i suoi diritti e leggittimo e sacro santo, ma nello stesso tempo dovrebbe rispettare i doveri,il posto ,i costumi e le culture altrui di comportarsi in modo civile.Per quanto riguarda il popolo Italiano ,una minoranza, perchè in generale gli Italiani sono tolleranti ,ma la presenza massiva degli stranieri e questione di territorio ,di invadenza ,della formazione individuale di ogni uno di noi, per quanto riguarda la schiaVITù, E UNA schiavitù moderna, in tanti posto,lo sfruttamento degli essere umani , ma comunque ci vuole pazienza e tempo che migliora le cose, e la detterminazione per farsi valere i diritti umani e civili.

  22. Ciao bajraktari, immagino che con la tua lettera abbia voluto dare un po’ una scossa. Io credo, tuttavia che la verita’ stia nel mezzo, generalizzare e’ sempre sbagliato come lo e’, fare di tutta l’erba un fascio.Gli immigrati pretendono gli stessi diritti degli italiani, giustissimo dico io, pero’ allo stesso tempo sarebbe altrettanto giusto, che molti di loro facessero un po’ di sforzi maggiori per considerare l’ Italia, come un paese civile, aperto ed ospitale, non come il Paese delle Meraviglie, perche’ al contrario di come viene vista dai paesi dell’ est, l’ Italia e’ un paese pieno di problemi e divisioni, ma neanche come la Repubblica delle Banane, dove e’ possibile fare di tutto restando impuniti.Il sistema giudiziario italiano e’ molto complesso e probabilmente uno straniero,che vuole delinquere, e che non ha nessun rudimento di legge non arriva a comprenderlo e pensa di poter fare tutto quello che vuole restando impunito. Come un meccanismo perverso, scatta poi la denuncia del fatto, la campagna mediatica ecc…purtroppo questo e’ un sistema malato, che la gente non puo’ fermare. Allora io penso che dobbiamo fare degli sforzi reciproci, noi italiani ed immigrati per arrivare ad una pacifica e civile convivenza, cercando di cogliere ognuno gli aspetti positivi dell’ altro. So bene che queste sono solo parole fini a se stesse, ma se non iniziamo dalle piccole cose, non arriveremo mai alle grandi, comunque io personalmente sono molto sensibile al fenomeno dell’ immigrazione, magari se ti va di continuare a scambiarci opinioni , puoi mandarmi delle e-mail, saro’ molto felice di leggerle e risponderti, ciao. (eroe1@virgilio.it)

  23. perchè non si capisce che un paese multietnico e’ una ricchezza e non una minaccia?

  24. sono d’accordo con qualcuno dei raggazi qundo sosteneva che l’Italia ha bisogno di schiavi……..infatti, a me pare una guerra da poveri..poveri che diventano più aguerriti qundo viene a mancare il lavoro come in questo momento………questo problema non si poneva più di tanto, quanto 16 anni fa, l’immigrato ho deciso di farlo anch’io, anzi con la qualifica di clandestino portatata avanti per ben tre anni. Ebbene, ora non mi sento tale o meglio, non mi pare di combattere più la guerra di prima.
    allora dico spesso a me stesso. se non avessi abbandonato il mio paese d’origine 16 anni,accettando di fare il clandestino (anzi lo schiavo) e svolgendo lavori umili anke per 12-13 ore al giorno, sarei mai potuto arrivare al punto in cui mi trovo oggi, e cioè di fregarmene della crisi mondiale.
    con questo voglio soltanto dire che bisogna essere più liberali nelle nostre azioni e cercare di aprire la nostra mente riguardo al fenomeno migratorio; credo che bisogna dare una chance a tutti quelli che si prendono il corraggio di abbandonare la propria terra, e credetemi, non è una scelta facile. conosco tanti immigrati della provincia di parma che sanno fare solo il muratore e, in questo momento difficile per il settore, sono stati costretti a rientrare nel loro paese.
    allora a chi darebbe fastidio questo arrivo e/o regolarizzazione di massa degli migranti?…la risposta ovvia sarebbe; a chi ha già un lavoro come muratore, badante e così via……….
    cordialità
    complimenti a bajrak..

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