Quando c’era il Kanun le Iene non esistevano.

Ho pensato diverse volte di dire la mia sul Kanun, ma ora, dopo il servizio delle Iene non posso tacere.
Faccio una piccola premessa e che sia chiaro una volta per sempre: Il Kanun secondo me non dovrebbe trovare applicazione oggi in nessun angolo dell’Albania.
Ma al Kanun non sono imputabili tutte le disgrazie della collettività.
Detto questo condanno tutte le trasmissioni e che con il loro servizi diffamano il Kanun e non rilevano l’assoluta inefficienza della legge in vigore.
Io ritengo che il fatto che oggi si applica ancora il Kanun non è colpa del Kanun stesso ma della legge in Albania che come si può vedere non può dirsi ‘in vigore’.
Il Kanun era una legge del popolo creata e tramandata oralmente quando non esisteva la repubblica dell’Albania. Oggi, dato che abbiamo un paese debole e mal organizzato che ci mette anni per contare i voti e non è veramente presente su tutto il territorio albanese, il Kanun sopravvive in luoghi in cui lo Stato non c’è. In Italia questo CAPITO’ quando nacquero le cosche mafiose con le LORO regole d’onore e faide fra famiglie che ancora oggi non sono finite e convivono a latere delle leggi del paese. Curioso che il programma italiano non abbia saputo fare questo accostamento assolutamente pertinente.
Vorrei ricordare a tutti gli alti valori giuridici che aveva la nostra legge consuetudinaria: 1 – la certezza della pena, 2 – l’uguaglianza, 3 – l’importanza della chiesa, 4 – la grande attenzione per i più deboli, donne e bambini. Quindi prima di condannare una delle sue regole, sicuramente ormai vecchie e sorpassate, forse sarebbe stato corretto parlare di cosa sia stato veramente il Kanun per gli albanesi. Non a caso gli autori del programma stesso ammettevano che quella regola, per quanto iniqua sia al giorno d’oggi, è profondamente radicata nelle stesse famiglie che oggi ne sono vittime.

Il consiglio per tutti (ma sopratutto per le associazioni fantasma in Italia) allora è sempre lo stesso : prima di parlare bene o male di una cosa è bene conoscerla. Nel caso del Kanun : leggetelo.

Chiudo questo post amareggiato con un proverbio indiano: “Prima di giudicare un uomo cammina per tre lune nelle sue scarpe”.

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Pubblicato il 27 maggio 2011, in Consigli di Lettura, di tutto e di più con tag , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. 8 commenti.

  1. Sono d’accordo con te per quanto riguarda l’aspetto istituzionale, ma …!!!
    Se vuoi saper il mio parere, nel XV secolo l’applicazione del Kanun è stato un ottimo modo per regolare la convivenza del popolo albanese ed era basato sul rispetto, l’ordine, la BESA (“parola d’onore”) ecc. Ma bisogna ,pur ammettere che con il passare del tempo, il concetto del Kanun è cambiato moltissimo, è “degenerato”(o meglio sfruttato dalle persone, ai quali conviene dire che agiscono nel nome del Kanun).
    E qui, sono completamente d’accordo con te , quando dici che questo è un problema anche socio-politico, di uno stato come il nostro, che di governi ne ha cambiati tanti in 20 anni, ma nessuno di loro ha messo il rispetto per la legge al di sopra dei loro sporchi affari o interessi.
    Ma non sono d’accordo con te quando attacchi le associazioni o le persone come me, che cercano di aiutare queste famiglie psicologicamente d economicamente ad uscirne fuori. Lo sforzo enorme che queste associazioni fanno per trovare degli insegnanti per portarli a casa di questi bambini ,per insegnarli almeno a scrivere e leggere.
    Il Kanun è un argomento infinito, è nessuno ha mai messo in dubbio i suoi lati positivi, ma non si può neanche far finta di vedere in quale stato vivono queste famiglie, questi bambini oggi…privati della loro libertà, della loro vita, di un sorriso, di un abbraccio… del mondo!!!!!

  2. come spiegava Lucarelli in un episodio di Blu Notte: “Come mai la ‘ndrangheta domina in Calabria? semplice: la giustizia civile italiana non funziona. Se fra due fratelli sorge un conflitto ereditario, forse i loro nipoti ne vedranno la fine. Il capo della ‘ndrina locale decide, in fretta, e questo gli da potere sugli uomini”… il problema è sempre quello: o dai la certezza della pena e della legge, o le vie più brevi e semplici, anche se brutali, soprattutto se brutali (ciò che le rende più sbrigative ed esemplari) avranno SEMPRE la precedenza…

  3. Lindita Sota Bekja

    Con il secondo paragrafo, hai detto tutto Bajrak….sono completamente daccordo con te, e condivido in pieno…!

  4. Mark Kol Shkreli

    Egr. Bajrak,…Le spegazioni sono giuste..!..ce ancora di più nei valori “storici” del Kanun di Lek Dukagjini …e che rimangono sepmre “storiche”, interesante per gli studiosi … ovviamente , quotidianamente non sono valide ne giuridicamente e non si può immaginare di applicare in nessun posto e in nessun luogo, ( nemmeno per i singoli ) per quando ormai superato da legislazione giuridica dello stato legale del XXIessimo secolo..dal codice dei diritti e doveri..civili e penali…L’interpretazione dei singoli che lo applicano ancora..!!.. è perche manca lo stato,… purtroppo.!. hanno altre cose da fare ??….come abbiamo visto negli ultimi anni…!!.???

  5. Rezearta Dizdari Elezi

    Grazie condivido in pieno. Conoscenza tanta conoscenza rispetto e dare il valore che meritano alle nostre radici, e non credere sempre che quell’dei altri sono meglio.

  6. Caro Tonin! Non capisco la rabbia del tuo articolo per il servizio delle IENE. Magari una sensibilizzazione dell’opinione potrebbe sprigionare questi bambini o aiutarli in qualche maniera.
    E’ una vergogna che nel XXI secolo esiste ancora questa legge maledetta per i nostri tempi e gloriosa 3-5 secoli fa.
    Come si fa a imprigionare i bambini in casa, che non abbiano la possibilità di uscire, di andare a scuola, di uccidere i loro sogni. E terribile.
    Se sono cosi “Trima” visto che non funziona la legge chi ha subito un omicidio deve uccidere l’uccisore e non il resto della famiglia che non c’entrano niente, peggio ancora i bambini.

  7. Eshte e vertete qe kanuni ka ekzistuar shum shekuj perpara “le iene”,por asgje nuk kemi per tu lavderuar me keto ligje dhe as per tu zemeruar per kete sensibilitet qe ven ne pah emisioni “le iene”. I dashur Tonin ju e dini qe plaga e hakmarrjes ne shqiperi eshte nder plaget me te medhaja dhe te pambyllura ndonjehere.
    Femija duhet te jete i papaprekshem .Pervec varferise ekstreme qe po perjetojne mijra e mijra familje shqipetare duhet edhe ti ngujojne femijet?
    Si mund te vritet nje femije per gabimet e prinderve te tyre?
    Ky problem duhet te ngrihet ne cdo seance parlamentare dhe nga cdo shoqate .Pa pasur nevoje te shkojne te huajt. Kanuni ishte nje pakete ligjesh te vendosura dhe te respektuara nga populli 500 vjet me pare dhe jo vetem ne shqiperi por edhe ne shume vende te tjera te ballkanit dhe te evropes,bile qe ne greqine e lashte .
    Por sot duhej te zevendesohej me ligjet moderne dhe mbi te gjitha te respektoheshin te drejtat fondamentale njerezore sipas konventave internacionale. DUHET TE JESH PRIND TE KUPTOSH FATKEQESINE E NJE FEMIJE.

  8. Se fossi una donna od un bambino nella posizione scomoda che li da il Kanun ,sicuramente non parleresti cosi di quell libro, non e vero Tonin? Tutti sapiamo che il Kanun cosi com’è, calpesta i diritti di almeno la meta della societa albanese (donne, bambini e atei)studiamolo ma secondo me metterlo in pratica nell 2011 mi dispiace ma non mi sembra per niente giusto! Sono sicura che se tu fossi una donna parleresti diversamente, molto ma molto diversamente! Chiudo con una piccola nota la parola “Besa” non si deve tradurre in italiano “parola d’onore” perche cosi prende l’aspetto del rito tanto ingiusto delle parole della mafia italiana , e chi ha usato per primo quest’orrore deve scusarsi con tutti gli albanesi per la brutta impresione che ha diffuso tra gli italiani questo termine “sbagliatissimo” La “Besa” albanese vuol dire la promessa non parola d’onore, in due parole anche morto l’albanese, se ha promesso qualcosa a qualquno, si alzera dalla tomba per mantenere la parola, come sempre noi diventando tutti “scienziati” roviniamo da soli la nostra reputazione ed è un peccato! Tutto il bene!

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