Guerra o Operzione ONU?

Scrivere della guerra appena incominciata non è facile, e non so se sia neanche tanto giusto chiamarla guerra, perché se è legale è anche giusta e se è giusta è a fin di bene.

Il presidente Napolitano che stimo moltissimo dice : ‘Non siamo entrati in guerra. Siamo impegnati in un operazione autorizzata dal Consiglio di sicurezza dell’Onu’.

Quali sono le ragioni di questa guerra??? C’è chi sostiene per il bene del popolo Libico, chi dice per la caccia del petrolio e sembra anche strano che la Germania non appoggia gli altri stati. Questo mi fa pensare ad un’ Europa non unita, e di unità a me mi fa preoccupare anche quella italiana.

Anche se questa guerra fosse a fin di bene veramente, come ci si sente dire, sono molto amareggiato che il bene si debba raggiungere attraverso una guerra, a scapito di vite umane.

Io non ho una grande esperienza sulle guerre mondiali oltre quella del Kosovo e posso dire con la massima certezza una cosa che sapete già: la guerra si sa quando e come inizia e non si sa quando e come finisce.

Il significato della parola guerra per me è sinonimo di morte e l’umanità per natura lo condanna e cerca di sfuggire dalla morte perseguendo la pace.

I capi degli stati del mondo per convincermi che la guerra è l’unica soluzione ed è la soluzione giusta devono mandare in primis i loro figli a portare il benessere di una nazione in un’altra.

Vorrei chiudere con le parole di Oriana Fallaci che dice: quasi niente quanto la guerra, e niente quanto la guerra ingiusta, frantuma la dignità dell’uomo.

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Pubblicato il 20 marzo 2011, in di tutto e di più con tag , , , , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. 6 commenti.

  1. Marinella Pacifico

    abbiamo il dovere di tutelare i diritti umanitari.

  2. Angelo Frascino

    Intravengo sull’argomento solo perchè gentilmente invitato a farlo, ma voglio essere assolutamente sbrigativo e perciò ripeto solo quanto ho già scritto sulla mia bacheca di Facebook: “Sono convinto che l’Italia, oggi, non poteva non partecipare alle azioni militari, in Libia, contro Gheddafi, ma sono fortemente contrariato dall’ipocrisia di Chi sostiene che il nostro Paese non combatte una guerra ma è solo impegnato in un’operazione autorizzata dall’ONU”

  3. Siamo tutti contrari alla guerra e sappiamo tutti che dietro questa azione ci sono gli interessi economici delle superpotenze.
    Detto questo, però, mi chiedo come fare a rimanere indifferenti quando un intero popolo è falcidiato dal suo dittatore che organizza persino dei rastrellamenti casa per casa pur di mettere a tacere l’opposizione.
    In Libia si sta consumando una rivoluzione e si sta consumando nel sangue. Riusciremo a mettere da parte le ideologie per un attimo e decidere che appoggiare l’attacco vuol dire appoggiare i ribelli? Oppure preferiamo non fare niente e lasciare che Gheddafi massacri il suo popolo, lavandocene le mani?
    Vorrei farvi leggere questo articolo di Concita De Gregorio, perchè secondo me riassume molto bene anche il mio modo di vedere:
    http://concita.blog.unita.it/in-coscienza-e-nel-dubbio-1.277944

  4. Mi viene istintivo rifiutare e non condividere le guerre, portano morte ed io amo dare ed aiutare la vita. Però, è vero, il fatto che quando si tratta di ricchi potenti, dittatori, li subentra la necessità di intervenire. Forse bisognava pensarci prima, quando invitavamo Gheddafi con tanto onore e orgoglio …la storia non ci apre tutti i capitoli contemporaneamente, ci si fa sfogliare eventi, modi di governare, pagina dopo pagina. Il mondo è “pigro”, non sfoglia, poi d’un tratto si sveglia e soccorre chi sta soffrendo sotto le dittature…mi ricorda l’Albania isolata e dimenticata per più di 50 anni…non so perché scattano meccanismi quando la situazione degenera…ma non quando un popolo ha veramente bisogno. Cioè senza lasciare scorre tropo sangue. Mi auguro solo che questa guerra, perché in guerra siamo, è inutile negare, finisca il più presto possibile

  5. Nel concordare con Anila, considero anch’io la storia libica simile a quella albanese. Dietro possono di un intero nascondersi anche altri interessi ma ben vengano gli “altri interessi”, importante che questi interessi coincidano con l’interesse di un intero popolo che per quasi 50 anni vive in povertà sebbene cammina sopra una terra ricca di petrolio. Che vadano via coloro che monopolizzano i beni del paese per interessi personali e di famiglia.

  6. I dubbi che hai scritto sono dubbi che ho anch’io, e penso come te che la guerra non è la migliore soluzione come molti vogliono far credere.
    uccidere per pacificare, non ha un gran senso …
    e poi come e quando finirà questa guerra “pacifica”? Quanto ancora dovranno subirla i poveri libici… anche per colpa di quel pagliaccio sanguinario ci sarebbe da dirne molto in proposito…

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