Dati CNEL: tra il dire e il fare c’è di mezzo il mare.

Finalmente una bella notizia: più immigrazione non vuol dire più criminalità. Su questo credo che siamo d’accordo  tant’è vero che anche molti economisti puntano sull’immigrazione come arma strategica per uscire dalla crisi. Dall’ultimo rapporto del Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro presentato a Roma il 12 Luglio emerge non solo la non diretta proporzionalità fra volumi d’immigrazione e aumento della criminalità ma anche che a detenere il primato dell’integrazione in Italia è al momento la città di Parma. Non si spiegano però i criteri di valutazione con cui viene misurata la cosiddetta ‘integrazione’ e io che vivo a Parma ormai da 6 anni non ho riscontrato l’adozione di alcuna particolare politica sull’immigrazione da parte del comune. Le uniche iniziative che ho notato sono:  ‘il tavolo dell’immigrazione’ realizzato dal Comune di Parma quest’anno,  un’iniziativa di collaborazione con le Associazioni straniere da parte della Provincia e l’iniziativa presa dalla Regione di promuovere la riunione di tutte le Associazioni albanesi  sul territorio di sua competenza. Ma anche in questo caso a me sono parsi più gesti di propaganda politica al fine di avvicinare un possibile futuro elettorato straniero che effettivi ed efficaci  strumenti per  favorire una vera integrazione sociale. Non a caso, infatti, a mio parere tutta questa esigenza di mettersi intorno a un tavolo e di chiamare a quello stesso tavolo rappresentanti di stranieri immigrati è nata da un lato dal fatto che sempre più stranieri stanno ottenendo la ‘cittadinanza’ e possono già votare, dall’altro,  dal momento che il fenomeno immigratorio sta raggiungendo dimensioni così ampie da diventare un appetibile investimento politico per il futuro.
Per questi motivi mi pare che tali interventi abbiano poco a che fare con il mio concetto di integrazione che si sostanzia essenzialmente nel rendere agli stranieri accessibili  tutte quelle strutture che li mettono in condizione di vivere con la stessa qualità di servizi di cui usufruiscono i cittadini italiani: primi fra tutti gli enti locali. Questi ultimi infatti imitano la politica dello Stato centrale di distanziare i servizi pubblici dagli stranieri e così ci troviamo di fronte al fatto che si chiudono gli occhi su quegli stranieri che muoiono sui cantieri lavorando in nero, mentre ogni volta che uno straniero ha bisogno di un servizio pubblico non lo può avere se non ha la carta di soggiorno.
A pensarla come me è Cleophas Adrien Dioma, il Presidente del Tavolo sull’immigrazione’, il quale sostiene che le strutture degli Enti Locali ci sono ma una funzione e un ruolo importante giocano le associazioni straniere presenti sul territorio. Dioma dice anche  che non si tratta di un problema di integrazione ma del modo in cui ci rendono partecipi delle decisioni politiche.
Gentian Alimadhi invece,  neo-Presidente dell’Associazione albanese Scanderbeg che è la comunità straniera più grande a Parma, pensa che le risorse che negli ultimi anni erano destinate ai più deboli si sono sempre più assottigliate e anche lui non digerisce l’imitazione  da parte degli enti locali delle politiche dello Stato centrale.
Letteralmente nelle Scienze sociali per ‘integrazione’ s’intende l’insieme dei processi sociali e culturali che rendono un individuo ‘membro’ di una società. Sociali e culturali e quindi pratici, non politici e quindi teorici. Ecco perché ‘fra il dire e il fare c’è di mezzo il mare’: a mio parere c’è ancora tanto da fare.

per zerosette ,  mixamag e gliitaliani

Annunci

Pubblicato il 17 luglio 2010, in Consigli di Lettura con tag , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. 7 commenti.

  1. che dire che non hai detto tu? Nulla!

  2. scusa ..ma…mi avevi chiesto l’intervista (della durata di 30 min.) per pubblicarla sul Corriere della Sera e invece…………..l’hai pubblicato su Corrbajrak.wordpress…….. a parte i scherzi, complimenti per tuo punto di vista, stavolta meno aspro delle altre volte.

  3. grazie Darina e grazie avv. Alimadhi

  4. Interessante e condivisibile

  5. Complimenti, tutti i dati, compresi quelli del CNEL, vanno sempre analizzati e lettinella realtà come hai fatto tu. Così dai voce a tanti stranieri che non hanno la possibilità nè il tempo di informarsi e raccontare le loro storie di quotidiana fatica e ordinaria strumentalizzazione. LaCri.

  6. Quando il 12% della popolazione è analfabeta e il 30% riesce a leggere, ma non capisce una mazza, non è difficile manovrare le opinioni. Gli stranieri sono descritti solo come una minaccia, si chiama “arma di distrazione di massa”!!

  7. Ciao Tonin,
    Perché gli altri possano capire senza fraintendere, volevo solo precisare che l’iniziativa della Rete delle Associazioni albanesi dell’Emilia Romagna è farina del nostro sacco, grazie all’iniziativa e gli incontri che noi come associazioni abbiamo intrapreso dalla fine di aprile 2010.
    saluti
    alban

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: