Che il Paese delle Aquile non diventi il Paese delle Paludi

Ho fatto da spettatore prima di intervenire su questo argomento che mi tocca abbastanza da vicino in quanto originario di nord Albania.
Per chi non lo sapesse “il Paese delle Aquile” o “il Paese di fronte” ha incominciato il 2010 nel peggiore dei modi.

Circa 5 mila ettari sono stati allagati per lo straripamento del fiume Drini, lungo il quale sono state costruite tre grandi centrali idriche, da bacini dai quali le autorità sono costrette a far defluire ininterrottamente l’acqua per non mettere a rischio le loro dighe.
La situazione però va peggironado è il premier Berisha ha chiesto aiuto all’Europa e alla Nato. Gli aiuti sono arrivati da tutte le parti e sono grato in particolare agli imprenditori Kosovari i quali hanno dato e dimostrato una grande solidarietà per i fratelli Albanesi.

Come dicevo più in alto, da buono spettatore mi sono fatto le mie idee riguardo a cosa è dovuto e come si sta risolvendo questa brutta situazione in cui versa la regione di Scutari (Shkoder). Mi amareggia molto l’interpretazione dei media e delle parti politiche che in nessun caso dimostrano la serietà di fronte ai cives che li seguono e che gli danno fiducia.

Al mio avviso il governo albanese non è molto efficiente ed attento nei riguardi delle persone che rappresenta. Tante piccole cose negative quando si riuniscono ne fanno una grande il che comporta delle conseguenze a volte irreparabili. Sono convinto che se lo Stato avesse regolato l’edificazione e le centrali idriche questa cosa non avrebbe avuto delle conseguenze così scioccanti.
Mi viene in mente la parala di un cittadino di quelle zone che davanti alle telecamere ha detto: CON IL GOVERNO E CON H2O NON SI SCHERZA. Sicuramente non ha tutti i torti visto la situazione in cui si è trovato e viste le misure che i governi adottano in caso di calamità naturali.
Detto ciò, credo che sia il caso di pensare a delle soluzioni immediate e non soffermarsi in cerca di colpevoli. E’ il caso di stare vicino economicamente a queste persone e sensibilizzare sul fatto che il taglio degli alberi ha tante conseguenze negative, imporre che le case non si debbano costruire senza aver fatto prima uno studio scientifico adeguato di ‘impatto ambientale’.

Grazie a tutte quelle persone che stanno lavorando e contribuendo per risolvere questo problema abbastaza complicato.

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Pubblicato il 14 gennaio 2010, in Consigli di Lettura con tag , , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. 4 commenti.

  1. Mi trovi daccordo.
    Come scrissi da un altra parte, sono vicina a tutte le famiglie che si trovano in un tale inferno, e purtroppo oggi ci tocca fare i conti con le manie di chi non aveva nulla o poco più e ha voluto tutto senza misura. Il governo è colpevole, ma il governo lo scegliamo noi, e noi aimè una volta venuti fuori dalle grinfie del dittatore non abbiamo saputo gestire la nostra libertà. Chi aveva un pezzo di terra ha costruito la sua casa, e chi non cè l’aveva ne ha occupato una e ha tirato su il suo palazzo. Già perchè da noi le cose si fanno per fare invidia al vicino.
    Nessuno ha chiesto il permesso a nessuno. E chi aveva l’autorità di concedere i permessi autorizzava ogni “progetto” a fronte di regali. Anzi scusa, non autorizzava i progetti ma condanava a morte.

  2. Le speculazioni in ambito economico-commerciale, senza i normali e dovuti criteri di sicurezza sono antiche come l’uomo e le vittime di esse sono sempre le stesse, la popolazione, che non solo perde casa e proprietà ma rischia la vita……. Spero che in qualche modo la situazione si risollevi per loro, ma finchè l’uomo avrà nella testa il solo profitto, sarà sempre così e sempre peggio per giunta………..PS: questa notizia è passata dai quotidiani Italiani oppure sono io che non l’ho sentita?

  3. lo hanno accennato i media italiani e ci siete anche stati d’aiuto. Grazie

  4. Non gli hanno dato sufficiente peso a livello di informazione, di sicuro……… però se qualche aiuto è arrivato, meglio che niente! 🙂 Anzi è già tanto…….. 😉

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