Il soccorso è pronto? A Parma ci mettono 8 ore!

Sono riconoscente alla sanità dello stato italiano in quanto nella mia vita qui in Italia molte volte ho ottenuto servizi che il mio paese di provenienza non garantiva e a tutt’oggi non garantisce. Detto ciò, nell’ottica del miglioramento, osservo che non tutte le strutture sanitarie italiane sono efficienti come dovrebbero essere.pronto soccorso

Alludo alla mia ultima esperienza al Pronto Soccorso di Parma. Si verifica che un paziente per ottenere un risposta debba aspettare dalle 6 alle 8 ore. Ora, fin quando ad aspettare è il familiare che accompagna l’ammalato benchè sia una permanenza scomoda in stanze affollate e sedie di plastica in caso di necessità ci si adegua. Ma se si pensa al paziente che già non sta bene, una persona che sta così male da pensare di doversi recare all’ospedale insomma, e che aspetta tante ore su una barella o una sedia a rotelle in mezzo al frastuono di tutti gli altri, con grandi difficoltà nel caso in cui debba utilizzare i servizi igienici, saltando magari il pranzo o la cena e continuando così a debilitarsi ulteriormente e tutto ciò solo per dare inizio ad una serie interminabile di analisi senza risposte, allora ci si rende conto che la struttura Pronto Soccorso non funziona affatto.

Il Soccorso è, come dice la parola stessa, Pronto proprio perchè deve rispondere immediatamente ad un disagio dell’ammalato prestando le cure iniziali del caso che gli facciano ritrovare uno stato di benessere cui poi seguiranno ulteriori indagini. E’ chiaro che questo non avviene a Parma, i servizi igienici sono sottodimensionati e sporchi, il personale ausiliario e gli infermieri si infastidiscono anche solo a fornire informazioni richieste dai parenti il che fa capire il grado di stress che raggiongono queste persone decisamente poche rispetto al fabbisogno della struttura. Gli stessi medici sono pochi e la visita consiste nel prescrivere immediatamente analisi senza soffermarsi nemmeno ad ipotizzare una diagnosi il che farebbe pensare che, se questi professionisti si trovassero in carenza di strumentazione, senza analisi non saprebbero decidere il paziente cos’ha. L’immagine è di poca professionalità e soprattutto competenza.

Il personale si preoccupa di richiedere il pagamento del ticket con una grande efficienza che fa invece difetto nel momento in cui si deve cercare di velocizzare le cure ed intervenire prontamente. In questo caso non pare di trovarsi in presenza di una struttura di Welfare ma di un’associazione a scopo di lucro e basta.

In questo periodo poi, in cui imperversano le malattie stagionali e l’influenza suina, le strutture sanitarie di primo soccorso dovrebbero essere molto più attrezzate del solito se è vero che la situazione è particolarmente delicata. (MINNIE&Bajrak)

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Pubblicato il 7 novembre 2009, in Consigli di Lettura, di tutto e di più con tag , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. 4 commenti.

  1. Anch’io ho avuto bruttissime esperienze al Pronto Soccorso di Parma. Ricovero mia nonna 2/3 volte l’anno e tutte le volte entriamo al Pronto Soccoso alle 8 del mattino e abbiamo risposte alle 5 del pomeriggio. Mia nonna ha quasi 90 anni per cui il semplice trasporto fino all’ospedale,dal momento che non cammina, è uno strazio tanto che a volte dice che piuttosto vuole morire a letto. Si perchè sa quello che l’aspetta, arriviamo con l’ambulanza dei volontari perchè i costi non variano tanto ed almeno abbiamo a che fare con persone che con lei sono dolci ed educate. Quando arriviamo la tengono su una sedia rotelle fuori ad attendere anche per un’ora ma lei non ha più che un sottile strato di pelle sulla schiena e soffre dei dolori forti a stare troppo tempo seduta. Le infermiere lasciano la gente fuori a dire chi è arrivato prima, chi sta peggio, noi aspettiamo e lasciamo passare i casi più gravi ma siamo anche in balia di chi con arroganza ci passa davanti perchè ‘tanto mia nonna è vecchia’ e perchè l’infermiera non dice nulla. Mia nonna si presenta bene, è una signora che anche per andare al pronto soccorso si veste di biancheria pulita e tailleur per cui spesso le infermiere pensano che non stia veramente male e la lasciano aspettare senza chiedere nulla, guardando solo l’apparenza. Spesso capita allora che debba andare in bagno, e a quel piano ce n’è solo uno in cui può entrare la sedia a rotelle. La porto e la sollevo di peso e cerco di tenerla sollevata perchè il bagno è sporchissimo e ho paura prenda quache malattia. Tutte le volte penso ‘meno male che siamo in ospedale’, ma non ci pensano che i malati non possono rimanere sollevati mentre fanno la pipì? E se prima ci è andato qualcuno con una malattia infettiva? Poi la mettono su una barella di quelle su cui deve restare ferma altrimenti la parte davanti si abbassa e cade per terra. Da quel momento inizia l’agonia, lei deve cambiare posizione e non può farlo, si rifiuta di bere perchè ha paura di dover andare in quei bagni, non mangia una giornata intera. Noi stiamo nella sala d’attesa con un codice non adeguato alle sue condizioni perchè se anche avesse solo un’occlusione intestinale una persona così anziana non può assolutamente restare ore in quella situazione. Ma loro non capiscono, lo facciamo presente, cerchiamo di farci dire almeno approssimativamente quanto dovremo aspettare ma le persone sfuggono, ti rispondono male o con sufficienza e l’unica volta che ti si avvicinano è per vedere se hai pagato.Tu t’infastidisci al pensiero che li stai pagando per farti trattare così. L’ultima volta abbiamo raggiunto l’apice: l’hanno ricoverata la sera, per un’occlusione, disidratata ed esanime, non in gastoenterologia che sarebbe stato il suo reparto (io sono figlia di un chirurgo e non mi piace essere presa in giro) ma in geriatria, con dottori impreparati che le hanno dato dei farmaci antidepressivi dei quali non aveva bisogno. Si perchè mia nonna è amata felice, stava male fisicamente non mentalmente. Il risultato: per tre giorni ha avuto allucinazioni fortissime finchè una mattina ho letto la cartella ed ho sollevato da terra il medico di turno. Non solo: l’hanno messa in una stanza di degenza con una signora malata del morbo di Crohn, una malattia contagiossissima, così contagiosa che il protocollo prevede che tali malati debbano essere tenuti in stanze separate e tutti i loro panni siano trattati in contenitori speciali. E NON CE L’HANNO DETTO! Vi rendete conto???? Lo ha scoperto l’infermiera che abbiamo ingaggiato per restarle accanto la notte perchè un’infermiere del reparto ufficosamente le ha consigliato di non usare il bagno!!! In quel bagno, stando ore accanto alla nonna, ci siamo andate anche io e mia madre. L’infermiera che faceva le notti era incinta ed ha dovuto fare delle analisi per essere sicura di non aver contratto il morbo. Ma si può essere più delinquenti di così??
    E questa è Parma? La città con uno dei più alti tenori di vita? E pensiamo a fare la metro invece di pensare a come vogliamo essere trattati se ci sentiamo poco bene?
    E ridicolo, vergogoso e incivile.
    Cristina.

  2. MARCO BELLETTA

    guarda hai ragione su tutto tranne che sul morbo di crohn: non e’ contagioso.

  3. Andrea Iori - inflammatory bowel disease

    il morbo di crohn NON e’ contagioso…fosse anche la figlia di Veronesi lei ha detto una grande bischerata…poi che stupidaggine…”son figlia di un medico”…e allora io son figlio di un commercialista…e pensa che riesca a fare una denuncia dei redditi allora???!

  4. Ringrazio Marco per avermi rassicurata. Per Iflammatory (Andrea Iori) : a dirci che il morbo ha una fase contagiosa sono stati gli infermieri dell’ospedale intimandoci di non usare il bagno per nessun motivo, l’infermiera che ha assistito mia nonna e il medico che la seguiva dicendoci che non era più in quella fase, di conseguenza anche se a casa ho consultato internet trovando questa ‘non contagiosità’, è chiaro che non mi sono sentita poi così tranquilla. Mettici un tuo caro nella stanza della signora (al cui funerale mia madre è stata ieri) poi vediamo di quante bischerate sei capace!
    Per il ‘sono figlia di un medico’ intendo dire che semplicemente che ho vissuto in un certo tipo di cultura che mi fa senza merito alcuno sentire come ‘stonate’ certe decisioni in modo istintivo senza per questo saper operare una persona. Quindi la mia affermazione aveva la valenza contraria a quella che gli hai dato tu, che poi tu non sappia fare la denuncia delle tasse sono fatti tuoi, io però qualcosa di quest’ambiente ho assorbito,il che mi fa sbagliare lo stesso ma mi consente anche di capire la differenza che c’è fra il parcheggiare qualcuno in geriatria perchè tanto è vecchio e decidere di ricoverarlo nel reparto cui la sua patologia pertiene. Se poi dalle cose gravi che ho raccontato sei stato capace di cogliere solo questo, beh, peggio per te. La stupidità prende le forme più varie, la prima è la mancanza di rispetto. Ciao.

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