Razzismo

Il termine razzismo è composto da razza, dal latino generatio oppure ratio, con il significato di natura, qualità e ismo, suffisso latino -ismus di origine greca -ισμός (-ismòs), con medesimo significato di “classificazione” o “categorizzazione”, qui inteso come astratto collettivo, sistema di idee, fazione e, per estensione, partito politico che può sottintendere significati differenti:

  1. storicamente rappresenta un insieme di teorie, rivelatesi poi errate, con fondamenti e preconcetti anche molto antichi, manifestatisi in ogni tempo con pratiche di oppressione e segregazione razziale, che sostengono che la specie umana sarebbe un insieme di razze, biologicamente differenti, e gerarchicamente ineguali. Tra gli ispiratori ideologici degli aspetti contemporanei di questa teoria vi fu l’aristocratico francese Joseph Arthur de Gobineau, autore di un Essai sur l’inégalité des races humaines[1] (Saggio sulla diseguaglianza delle razze umane, 1853-1855). Nel XIX secolo il razzismo ebbe una triste dignità scientifica, al punto da venire oggi chiamata dagli storici razzismo scientifico. Intorno al 1850 il razzismo esce dall’ambito scientifico e assume una connotazione politica, diventando l’alibi con cui si cerca di giustificare la legittimità di prevaricazioni e violenze. Una delle massime espressioni di questo uso è stato il nazismo.
  2. in senso colloquiale definisce ogni atteggiamento attivo di intolleranza (che può tradursi in minacce, discriminazione, violenza) verso gruppi di persone identificabili attraverso la loro cultura, religione, etnia, sesso, sessualità, aspetto fisico o altre caratteristiche. In tale senso, però, sarebbero più precisi, anche se sono raramente usati nel linguaggio corrente, termini come xenofobia o meglio ancora etnocentrismo
  3. in senso più lato comprende anche ogni atteggiamento passivo di insofferenza, pregiudizio, discriminazione, teso a pretendere un atteggiamento di considerazione particolare da parte di gruppi di persone che si identificano attraverso la loro cultura, religione, etnia, sesso, sessualità, aspetto fisico o altre caratteristiche.
  4. ……….nessuno lo ammette ma tutti sono razzisti, al mio avviso il razzismo è una cosa naturale. Il mio invito è di non dimostrarlo perché la dimostrazione lo rende negativo. Ovviamente le persone stupide sono brave a cadere nella trappola e solamente grazie a loro che i media ci hanno riempito la testa in questi giorni. “IO SONO RAZZISTA PERCHE’ SONO UMANO MA LO EVITO AL MASSIMO PER NON OFFENDERE IL PROSSIMO”. 
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Pubblicato il 6 ottobre 2008 su di tutto e di più. Aggiungi ai preferiti il collegamento . 6 commenti.

  1. Non tutti sono razzisti! IO NON LA SONO!
    Le differenze ci rendono unici. Il tuo studio sulla provenienza del termine Bajrak non dimostra che è NATURA, dimostra solo che da sempre noi umani ci siamo tanto “amati”.( per modo di dire)
    Se tu sei razzista, ahimè stai dicendo di esserlo, questo un tuo limite perchè credi di avere qualcosa in più degli “altri” ed hai bisogno di dimostrarlo discriminando gli altri.
    IO NON SONO RAZZISTA!
    Tutti noi abbiamo dei cannoni con cui giudicamo le altre persone, le quali ci possono piacere o meno. Ma, il razzismo è tutt’altro. Se lo sei vuol dire che ti ritieni superiore all’altro per colore di pelle, provenienza etnica ecc allora vuol dire, perdonami Bajrak, che hai bisogno di qualcuno di molto bravo( qualcuno inteso psicoanalista), che comprenda le ragioni del tuo limite e ti aiuti a superarlo, cosi , potrai vivere sereno in compagnia di tutti anche di quelli migliori di te.
    Dana

  2. Tutti siamo razzisti, solo che tutti vogliamo convincerci di essere persone eticamente migliori di ciò che siamo. siamo razzisti nei confronti della città vicina, fra nord e sud dello stesso paese, fra vicini di casa. Spesso siamo razzisti per ‘classe sociale’, cioè non lo siamo con il nero con colletto bianco e cellulare backberry e lo siamo con il muratore in canottiera. Ci riempiamo la bocca del ‘io non sono razzista’ e poi ipocritamente se un familiare si lega ad uno straniero siamo contro o se dobbiamo adottare un figlio lo vogliamo bianco. Bajrak ha ragione, dobbiamo sforzarci di fare quello che è giusto non ci viene naurale ammettiamolo. Dopo tutto c’è più merito nel ‘riconoscere il giusto, avere la volontà di sceglierlo e la forza di attuarlo’ come dicevano i Cavalieri della Tavola Rotonda no? (Cri)

  3. mi dispiace Cri ma non credo che tu abbia ragione. Come ho scritto anche nel messaggio precedente IO NON SONO RAZZISTA, poichè io non discrimino per colore della pelle, per la provenienza ect ect…
    Ovviamente tutti noi abbiamo dei metri con cui misuriamo il gradimento di una persona o meno..
    Certo che uno che si presenta con la cannotiera tutta sporca in un ricevimento, uno che mangia con la bocca aperta, uno che non saluta, uno che è arrogante, una persona viscida e tanto altro dà fastidio ed io per prima nonla tollero ma questo non può essere chiamato razzismo perchè a me persone cosi darebbero fastidio a prescindere dalla loro “razza”, (virgolettata poichè credo non esista una razza).
    Che poi la maggior parte delle persone sia “razzista” sono daccordo,ma come ho detto a Bajrak, NON TUTTI. Io non fingo di non essere, io non la sono. Per storia vissuta capisco benissimo l’espressione del razzismo e poichè sono cresciuta con chi mi pregiudicava per le mie origini (çame), sono cresciuta anche con il pensiero e l’ideale della tolleranza verso il diverso. Diverso non maleducato, arrogante ect.
    Dana

  4. Ciao Darina, capisco bene quello che vuoi dire e in parte sono anche d’accordo con te, ritengo tuttavia che una persona che dice di non essere razzista in realtà faccia un atto di presunzione, ti dirò che quasi mai il vero razzismo si fonda sulla ‘razza’, è un falso problema. Hitler per es. odiava gli ebrei perchè erano intelligenti e ricchi e mascherava questa voglia di annientamento dietro il razzismo etnico.Il vero razzismo si fonda proprio sulle differenze culturali, di educazione e di formazione, per es. per certe culture africane è un elemento di gradimento del cibo masticare a bocca aperta, in alcuni ambienti musulmani un uomo non saluta una donna perchè sconveniente. Come vedi i comportamenti non sono classificabili se non con canoni culturali: già il fatto che tu applichi il tuo ritenendolo la base logica del tuo giudizio (il che sia chiaro per me è giusto) pregiudica il tuo ‘non sono razzista’. Sono tante le cose che potrei dirti e sarebbe piacevole sicuramente parlarne di più con te, ma ti dico solo questa per farti capire il mio punto d vista: è cioè che il razzismo è sempre di classe e cultura, è piùttosto raro il razzismo etnico vero e proprio, la maggior parte delle manifestazioni partiche di razzismo nascono da confitti di ben altra natura a mio parere. Ti ‘pre-giudicavano’ per le tue origini perchè pensavano che a quelle origini fossero legati certi tipi di persone con una certa cultura e un certo costume che non si accettava, non per il tuo DNA: questa alla fine è quasi sempre una scusa. Che poi tu con tutte le tue forze non voglia fare ragionameni di questo genere ma mantenere la tua mente sempre aperta è l’affermazione di un principio assolutamente nobile ed encomiabile. Ma conoscendo la natura umana ahimè io non credo che nessuno al mondo possa dire di aver vissuto senza tenere comportamenti discriminatori ovviamente per il significato che io personalmente conferisco al razzismo sia chiaro. E più che voglia di prevaricazione in quei comportamenti io personalmente ci vedo solo una gran paura, in genere paura del confronto e di una diversità che più che biologica è sociologica. E ritengo che sia un istinto da combattere, si, ma che sia un istinto e cioè una prima reazione naturale da razionalizzare. In questo senso la vedo una cosa naturale come Bajrak.

  5. Questo è un altro discorso Cri. Difatti io nel mio messaggio precedente dicevo proprio questo. Abbiamo tutti dei canoni diversi con cui diamo peso ad una o altra persona. Ma se uno ha la curiosità di conoscere può apprezzare le diversità. A me danno fastidio le persone che mangiano con la bocca aperta ma è ovvio che se mi trovo in una di quelle culture non posso sentirmi infastidita semmaì apprezzerei insieme a loro il cibo che sto assaggiando. Ovvio che ad un mussulmano praticante ( io che sono mussulmana, anche se non amo per niente le religioni) non darò mai la mano durante al ramadam, rischierei di rovinarli il suo sacrificio a Dio.
    Chiaro che se vieni ad un matrimonio albanese ( es il mio ) inizi a festeggiare una settiamana prima con la musica a palla ma se gli albanesi lo faccessero qui, in un quartiere qualsiasi d’Italia nella stessa maniera sarebbero fuori luogo. Ma giudicare quelle persone per un comportamento non adatto per il posto dove si trovano non è razzismo.
    Io indendo proprio questo: Se non conosci ma soprattutto se non vuoi conoscere è facile essere “razzisti” per come lo conosciamo noi ( appunto come spiegavi tu), ma, al contrario, se hai interesse di approfondire ed ami le diversità nulla ti porta ad essere “razzista”. Ma tutto dev’essere nel suo contesto.
    Quindi tornando al messaggio precedente io non sono razzista poichè ho la curiosità di conoscere.
    Se noto un atteggiamento non consono al luogo non lo giudico diverso a seconda dell’etnia ma lo giudico in base al contesto.
    Per me il razzismo è questo anche se ti dò completamente ragione sul fatto che noi umani facciamo un uso sbagliato del termine.
    Dana

  6. Cara Darina mi fa piacere conoscere il senso in cui tu affermi il tuo ‘non essere razzista’ e lo condivido. La diversità del nostro pensiero sta in due diverse cose: la prima è che secondo me il razzismo si manifesta proprio laddove nel contesto dei più si esprime una individualità diversa e contrastante. In genere è proprio quello il momento in cui la maggioranza che ‘fa’ il contesto giudica male il diverso. Non sempre una persona in un paese straniero si ‘adatta’ al contesto. In genere gli scontri derivano proprio da questo tipo di contatti e quindi in quello che è quel ‘mio’ concetto di razzismo la non accettazione nasce proprio lì. Per questo motivo io in genere per farti capire affermo non che non ‘sono’ ma che ‘non voglio’ essere razzista. Perchè, e questo è il secondo punto, anche in persone che sono curiose della vita e del mondo, il che è sintomo di enorme intelligenza a mio modesto parere, ci vuole una ‘scelta’ e cioè una volontà razionale di conoscere che non nasce istintivamente. Istintivamente e in modo direi quasi animalesco si è portati a difenderci, a difendere noi e il nostro mondo come fa un leone con il suo territorio. Per questo motivo sostengo che quel tipo di razzismo è naturale e istintivo. Il che non vuole dire che poi una persona intelligente non capisca immediatamente che deve tenere un atteggiamento diverso e più aperto. In questo senso, per esempio, io sostengo che ci si apre più facilmente a quelle esperienze che percepiamo non minaccianti. Per es. la maggior parte delle persone se portano il loro bambino al parco e questo viene avvicinato da un nero corrono subito a toglierglielo dalle grinfie perchè l’istinto gli dice che è in pericolo. A quel punto c’è lo stupido che subito tratta male il nero e si porta via il bambino e c’è l’intelligente che comunque corre subito lì ma poi fa lo sforzo di non dare per scontato di trovarsi di fronte ad un pericolo magari parla con il nero gli chiede chi è e scopre che stava aiutando solo il bambino ad allacciarsi una scarpa. Ecco diciamo che questo era il senso del mio intervento, il far capire che dire che tutti siamo razzisti pare una affermazione dirompente alla quale opporsi con tutte le proprie forze ma poi ad una attenta analisi della realtà e del mondo pratico ci si accorge che c’è un istinto che la natura ci ha dato ad ‘andarci con i piedi di piombo’ il che non vuol dire che una persona non razionalizzi la cosa e decida di comportarsi nel modo più saggio.
    Detto ciò nel senso in cui tu lo dici nemmeno io sono razzista essendo curiosissima di tutti i modi di vivere che l’uomo ha sviluppato in condizioni diverse. E il bello è che più conosci e più ti accorgi che ‘tutto il mondo è paese’, costumi simili, ricette di cucina simili, proverbi dello stesso tipo. E’ molto divertente, è una scelta consapevole. Anche a Napoli i festeggiamenti di un matrimonio durano una settimana 😉
    LaCri 🙂

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